Sfregiare un simbolo sacro è il segno di un'impotenza, di una disappartenenza al mondo del quale si vorrebbe fare parte. Nel 1972 Laszlo Toth si avventò contro la Pietà di Michelangelo al grido «Sono Gesù». Nell'89 un uomo sulla sedia a rotelle si avvicinò alla Madonna di Foligno di Raffaello in Vaticano gettandovi del liquido infiammabile. La tag al Duomo dell'imbrattatore solitario è un voler dire «ce l'ho fatta» di chi «non ce l'ha fatta». Questi sono vandalismi... Altra cosa sono le scritte testimoniali, altra cosa sono graffiti e murales espressioni di un'arte popolare o di una testimonianza. Sul tempio di Dendur (ora al Metropolitan di New York) sono incise tante firme, le tags dell'epoca: ma sono quelle degli scopritori che giunsero fino lì! L'università del Texas ha musealizzato la porta della storica libreria degli anni Venti del Greenwich Village, sulla quale ci sono 242 firme, ma molte di scrittori famosi passati di lì. Anche a Milano si può lavorare artisticamente sui muri, per dire qualcosa. Prendiamo il portale con l'immagine della Madonna al Ticinese davanti alle Colonne di San Lorenzo, a sua volta deturpato da una tags, oppure i murales di viale Cassala, con un graffito-poesia dove l'autore si lamenta l'assenza di poesia in città. Prendiamo anche le scritte murali dedicate a un bambino scomparso davanti alla sua scuola. O, persino, alcune saracinesche pop di negozi con disegnati i prodotti che si vendono... Street art, scritte, murales non sempre sono vandalismi quando sono condivisi e hanno un fine lirico o testimoniale. Ma questo spazio potente per l'arte in città è l'esatto opposto dell'impotenza del vandalo che imbratta, sfregia e sconcia, spesso rimanendo impunito
Non solo monumenti sfregiati. Ecco i murales di strada dal volto artistico e ispirato
In Italia, la scrittura e l'arte sulle pareti sono spesso associate al vandalismo. Tuttavia, non tutte le scritte e le opere d'arte sulle pareti sono vandalismi. Alcune possono essere espressioni di un'arte popolare o di una testimonianza, come ad esempio le scritte murali dedicate a un bambino scomparso davanti alla sua scuola. Inoltre, alcune scritte e opere d'arte possono essere condivise e avere un fine lirico o testimoniale, come ad esempio le scritte murali dedicate a un bambino scomparso. Alcune scritte e opere d'arte possono essere considerate come un'espressione di impotenza, ma possono anche essere un'espressione di creatività e di espressione personale.
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