Una sola persona. Giubbotto scuro, volto scoperto, niente zainetto. Un uomo di almeno trent'anni, dicono gli investigatori. Il vandalo di piazza Duomo è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza della piazza. Ma non ha ancora un nome. Nei filmati delle telecamere c'è la sagoma incerta del vandalo del portone del Duomo. Si muove lungo il sagrato, impugna la bomboletta e si china verso «Porta di Maria». È un uomo, con il volto scoperto, addosso ha un giaccone scuro, niente zaino. Non un ragazzino come ipotizzato in un primo momento, ma un adulto, forse ubriaco a giudicare la mano tremante. Dopo aver imbrattato il portone non sembra curarsi troppo della presenza di eventuali pattuglie delle forze dell'ordine né di uomini di sorveglianza della Cattedrale. Semplicemente si allontana, nel freddo umido delle cinque del mattino. Ecco il fantasma di piazza Duomo. Il vandalo ancora senza un nome ma con un volto ben preciso impresso nei filmati delle telecamere. Immagini che gli investigatori della squadra anti-graffiti della polizia locale coordinati dal pm Elio Ramondini stanno analizzando proprio in queste ore. I tecnici stanno cercando nuovi filmati delle telecamere di sorveglianza di tutta la zona intorno alla Cattedrale. Durante i sopralluoghi, ai quali ha partecipato in prima persona anche il sostituto procuratore Ramondini, sono state trovate altre scritte o più probabilmente tag ma in vernice blu, mentre sulla porta del Duomo è stata usato uno spray argento. Non ci sono dubbi però che la mano possa essere la stessa. Un indizio in più nelle mani degli investigatori per arrivare a dare un nome all'imbrattatore. Sul caso è intervenuto anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini che, a chi ha chiesto conto della sorveglianza dei monumenti, ha ribadito che s'è trattato di «atti di vandalismo» e che «l'ordine pubblico non è di competenza del suo ministero». Sul fronte delle indagini la Procura ha ipotizzato il reato di danneggiamento aggravato. Più che all'opera di qualche banda di writer internazionale, come già accaduto in caso di assalti in metropolitana, gli inquirenti sospettano che si possa trattare dell'opera di un solitario «improvvisato» che ha approfittato liberamente di un inspiegabile «vuoto» nella sorveglianza della piazza e della Cattedrale che in teoria, anche in base alle norme antiterrorismo, dovrebbe essere garantita 24 ore su 24.