Pisa, 27 settembre 2014 - IL MUSEO di Palazzo Reale, la chiesa di San Gottardo in Corte (all'ombra di quella «Crocifissione» considerata opera di scuola giottesca) o nelle stanze del museo diocesano. Sono queste le tre «location» secondo Vittorio Sgarbi, ambasciatore della Lombardia per le belle arti in vista dell'Expo di Milano nelle quali potrebbero essere esposte e ammirate le sculture duecentesche del Battistero pisano (opera di Giovanni Pisano e raffiguranti la Vergine, profeti ed evangelisti) attualmente conservate nel museo dell'Opera, chiuso per restauri. UN'OPERAZIONE che Vittorio Sgarbi avrebbe voluto annunciare ufficialmente nelle prossime settimane con tutte le carte a posto e il via libera definitivo e ufficiale dell'Opera della Primaziale pisana e che è, invece, venuta allo scoperto dopo la battuta dei Cinque Stelle (e del capogruppo lombardo Andrea Fiasconaro) che avevano citato proprio la Torre di Pisa per accusare il critico d'arte e le sue ipotesi di trasloco inutili, costose ed eccellenti, a partire dal Cavallo di Leonardo da Vinci. UNA PROVOCAZIONE alla quale Sgarbi che sarà a Pisa nei prossimi giorni per un sopralluogo ha risposto svelando la trattativa in corso. Progetto che le maestranze dell'antica istituzione cittadina hanno valutato fattibile dal punto di vista tecnico e che giovedì pomeriggio è stato discusso anche in seno alla Deputazione dell'Opera riunitasi con il presidente Pierfrancesco Pacini. A mancare sarebbe, quindi, solamente una delibera e un atto ufficiale, ma la disponibilità sembra esserci tutta. Con una clausola: che Pisa e pizza dei Miracoli abbiamo il giusto risalto nella sede milanese. IL DEUS ex machina dell'operazione lo ha spiegato ieri a «La Nazione» lo stesso critico d'arte sarebbe l'architetto Alberto Bartalini (ideatore e direttore della mostra di Igor Mitoraj in corso in piazza dei Miracoli) che con Vittorio Sgarbi ha tra l'altro lavorato per la mostra «Rosso Fiorentino» a Volterra. «E' lui che una decina di giorni fa mi ha telefonato ricostruisce l'ambasciatore dell'Expo lanciando l'idea di esporre a Milano le statue pisane che si trovano nel museo dell'Opera, in questo periodo chiuso ai visitatori. Di lì a pochi giorni, 15 settembre, l'amico Philippe Daverio è stato nominato direttore artistico del Grande Museo del Duomo di Milano. Ci siamo subito incontrati e gli ho illustrato la mia idea di esporre proprio lì le statue pisane. Dobbiamo ancora valutare bene gli spazi, quella comunque potrebbe essere una buona soluzione. Oltre alla chiesa di San Gottardo o al museo diocesano». Ultima e più remota opzione: l'ospitalità nel padiglione Italia all'interno dell'Expo stessa. Ed è, inoltre, ancora da capire se il trasferimento a Milano potrà riguardare le otto sculture al completo o solo una parte. «Il sopralluogo che effettuerò nei prossimi giorni chiarirà anche questo aspetto» dice Vittorio Sgarbi che lancia poi non solo un'invettiva contro il capogruppo lombardo del Movimento Cinque Stelle Fiasconaro («Un ragazzetto di 23 anni che non sa nemmeno di cosa parla, le mie sono tutte operazioni a costo zero», queste le parole più «carine» pronunciate nei suoi confronti) ma anche contro lo storico dell'arte (ed ex direttore della Normale) Salvatore Settis 'reo' di aver bocciato l'idea di portare a Milano anchei Bronzi di Riace: «Sarebbe da prendere a schiaffi dichiara Sgarbi : come si fa a non capire che i costi per il trasporto dei bronzi si ripagherebbero da soli in pochissimi giorni?». Infine, una battuta, riferita alla vecchia (era il 2001) e appassionata battaglia contro le sculture della Cattedrale pisana: «Professore, perchè non porta a Milano anche l'ambone e l'altare del Vangi?». Vittorio Sgarbi ride: «Quelli teneteveli pure voi...».