Il capolavoro di Sebatiano Del Piombo in prestito a Vicenza - Antonello Ricci contro il comune: "Non hanno la minima cognizione sull'importanza, la storia e la fragilità dell'opera" "Qualcuno può sforzarsi di prendere le parti dell'opera? Viterbo ha un tesoro. La pietà è oggetto simbolo della città". Non si placa la polemica sull'intenzione da parte della giunta Michelini di concedere in prestito a Vicenza la tela di Sebastiano Del Piombo in cambio di altre due opere. La soprintendenza ha detto no. Troppo delicata per essere trasportata fino in Veneto. Leggendo tra le righe, in assenza di valide ragioni che ne motivino spostamento e relativi rischi. Il sindaco Michelini non s'arrende e chiede che la soprintendente visiti di persona l'opera. In tutto questo, Vittorio Sgarbi boccia senza appello il prestito e rilancia: La pietà a Expo 2015. Nel dibattito s'inserisce Antonello Ricci, basito per l'atteggiamento di un'amministrazione comunale da cui si sarebbe aspettato ben altro tipo d'attenzione verso un bene così prezioso, simbolo di Viterbo. "La pietà non è un merce di scambio che puoi mandare a spasso. Non è un bene in sé, fare gli scambi. Non sono le figurine Panini. E' un delirio che mostra un rischio di appiattimento sul fatto che l'importante è fare. Non è vero. Tra fare male e non fare niente, c'è la giusta via di mezzo ed è fare bene, come sosteneva Achille Poleggi". Perché non è un bene mandare in giro La pietà? "I nostri amministratori avrebbero dovuto documentarsi, conoscere la storia di quel pezzo prima d'esprimersi. Non è che siccome una volta l'autorizzazione è stata data, allora può andare in giro come il vecchio garibaldino di Verdoni ovunque, con la carrozzina. Bisogna chiedersi dove sia virtuoso farlo". A Vicenza, ci spiegano dal comune, La pietà farà promozione alla città. Non la vede così? "Poniamo che prestare un quadro faccia girare il nome di Viterbo, non mi pare questo il caso. Si tratta di una mostra di notturni dagli egiziani a Van Gogh. Mi pare tutto e il contrario di tutto. Fosse un'opera pittorica con una storia diversa, si poteva anche concedere". Meglio valorizzarla in loco? "E' stato appena inaugurato il museo. Si pensi a progettare qualcosa, che la mandi a fare Vicenza? Pure Sgarbi dice, ma dove la mandi? L'obiettivo deve essere utilizzare quello che si ha per portare gente a Viterbo. Non c'è rischio per l'opera che possa essere giustificato nel segno di queste magnifiche sorti e progressive. Senza prendere in considerazione il fatto che si riapre il museo civico dopo tanto tempo, per togliere subito l'opera principale. Sembra che si voglia strafare". E' solo questo il rischio? "La storia dei restauri di quest'opera ci dice che è da trattare con i guanti bianchi. Invece si rischia di prendere quella che Pasolini scongiurava, la strada dritta e senza fine del progresso. Un'idea omologata e consumista. E' un'azione sciagurata. S'interviene pure a commentare la lettera dell'ente preposto, la soprintendenza, senza avere minima cognizione di causa sulla delicatezza dell'opera. Eppure lo stesso comune quando lo scorso anno l'ha esposta a palazzo dei Priori, l'ha dovuta blindare. Lo sapevano". Valeva la pena portare La pietà e La flagellazione a palazzo dei Priori lo scorso Natale? "E' stata un'esposizione allestita male, con didascalie approssimative e gli affreschi della sala Regia deturpati dal piazzamento di quelle pannellature, fatte a un'altezza per cui si capisce benissimo che chi ha allestito non ci ha capito nulla. Eppure io ho difeso la scelta. Valeva la pena. Tanti viterbesi non potevano andare al museo che era chiuso". Il sindaco Michelini si oppone alla lettera con cui la soprintendenza dice no allo spostamento, ma anche lei in passato con lo stesso ente non è stato tenero. "E' vero. Contro un'altra soprintendenza sono stato duro, era l'epoca dell'Arcionello. Ma leggere un intervento come quello del sindaco, che si domanda come mai prima è stato possibile spostare la pala e oggi non più, non ha senso. A un'amministrazione come questa chiedo un'azione culturale che non sia appiattita sul presente. Si vuole mandare la Pietà a Vicenza. A fare che? Capisco e accetto che la mandi a roma, in un progetto che restituisce all'immaginario europeo la cultura, l'eredità di Sebastiano. Da un'amministrazione come questa mi aspetterei una prudenza e una saggezza, una conoscenza non appiattita sull'oggi. Mi sconcerta che si facciano affermazioni senza porsi minimamente il problema dello stato dell'opera, mettendo in discussione il lavoro dell'ente che se ne occupa". Scarsa attenzione allo stato della Pietà? "Angela Giannitrapani è stata una scrittrice innamorata di Viterbo. Il fratello Fausto ha lavorato nel primo corso dell'istituto centrale di restauro di Brandi. Un maestro riconosciuto del restauro. Venne in visita in città e andò a vedere il museo civico. Quando si accorse delle condizioni di conservazione rimase inorridito. Questi la stanno rovinando, disse. Suonò un campanello d'allarme. Erano gli anni Novanta. Come facciamo oggi a trattare un argomento del genere con quest'arroganza?". In passato la tavola è stata concessa. Oggi cosa cambia? "Quanti viterbesi hanno visitato la grande mostra allestita a palazzo Venezia a Roma da Luca Ronconi e non da scenografi di spettacoli di provincia? Si è trattato di una mostra importante, con un catalogo importante. I pezzi viterbesi avevano una loro centralità. Che La pietà subisse un trauma, piccolo o grande lo valutano i tecnici, il gioco valeva la candela. Viterbo era presente in modo importante. Ma certo lì il gioco valeva la candela". Cosa si sente di dire a chi amministra la città? "La tavola di Sebastiano del Piombo non è un luogo qualunque dell'immaginario viterbese, ma la traccia di come per secoli i grandi viaggiatori e quindi la cultura europea ci ha visti. E' un luogo importante di quella che molti e non io, amano chiamare la viterbesità? La risposta ovviamente è sì. Merita un'attenzione particolare? La risposta è sì. Fra primo Ottocento e primo Novecento, Viterbo meritava una sosta leggermente prolungata rispetto al normale cambio dei cavalli per due ragioni, il Bullicame e Sebastiano Del Piombo. Erano motivo di sosta prolungata, mezza giornata piuttosto che due ore, un giorno intero o un breve periodo. E non era obbligatorio passare da Viterbo per andare a Roma, c'era anche la Flaminia. Ce lo dicono studiosi della letteratura di viaggio di fama europea come Attilio Brilli, uno dei massimi esponenti nel settore". Quindi? Quello che voglio dire è che su Sebastiano non si può sbagliare. Sono preoccupato come amante e conoscitore. Non è questo il modo di valorizzarle le nostre risorse. Non si può guardare l'uovo oggi e non la gallina domani".
www.tusciaweb.it
6 Novembre 2014
VITERBO-"La Pietà non è merce di scambio"
GI
Giuseppe Ferlicca
www.tusciaweb.it
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Sole 24 Ore · 11 Feb 2014
Con la crisi basta eccessi da archistar
la Repubblica · 6 Nov 2012
NAPOLI - Girolamini, gli insetti divorano i libri il ministero stanzia fondi per la bonifica
la Repubblica · 6 Nov 2012
ROMA -Il Campidoglio in rosso cronico mancano i fondi per investimenti
Il Tirreno · 6 Nov 2012
PISA - Sapienza, dal ministero arrivano i primi soldi
la Repubblica · 7 Nov 2012
ROMA - La battaglia delle bancarelle Via da piazze e monumenti
la Repubblica · 8 Nov 2012
ROMA - L'abbandono della Cloaca Maxima, è rischio crolli
Corriere della Sera · 7 Nov 2012
Salviamo la città Italia. Intervista a Giovanni Puglisi
Avvenire · 8 Nov 2012
Arte e paesaggio: più che risorse sono la nostra identità
la Repubblica · 9 Nov 2012
"TROPPI EVENTI IN FOTOCOPIA SERVE UNA REGIA"
la Repubblica · 9 Nov 2012
FIRENZE - Beni culturali, lite Renzi-Ornaghi. Il sindaco: "Troppa burocrazia". Il ministro: "Vecchi anche voi"
La Sicilia · 9 Nov 2012
SICILIA - la villa del Casale di Piazza Armerina non finisce mai di stupire. Nuovi mosaici, misteriosa donna "affiora" da un pavimento
Italia Oggi · 9 Nov 2012
Melandri al Maxxi, ora la verità Ornaghi deve spiegare al senato i criteri seguiti per la scelta
La Nazione · 9 Nov 2012
Renzi rottama anche il ministro Ornaghi
Corriere Nazionale · 9 Nov 2012
Firenze. L'allarme di Confesercenti: la direttiva-Ornaghi rischia di far scomparire il mercato di San Lorenzo
Italia Oggi · 9 Nov 2012
Melandri al Maxxi, ora la verità
Il Gazzettino · 9 Nov 2012
Venezia, torre Cardin verso il sì
La Nuova Venezia · 9 Nov 2012
Marghera. Torre Cardin, oggi arriva la deroga Enac
Il Giornale di Vicenza · 9 Nov 2012
Legnago. Nasce un Osservatorio per salvare il paesaggio
Il Messaggero · 9 Nov 2012
Monti dell'Ortaccio, il no della Ue
Il Secolo XIX · 9 Nov 2012
Voltri ritrova i suoi capolavori