Crepe nelle mura dell'edificio che risale al secolo XI. Sos per la chiesa di Santa Sofia a Pedemonte. Le scosse sismiche e le infiltrazioni hanno creato fessure e reso il tetto non sicuro. Allo scopo è nato un comitato per la tutela e la valorizzazione di questo gioiello, risalente al XI secolo e ricco di affreschi del XIV secolo. Oltre a una pagina Facebook, il comitato, fondato da Nicola Berti, invita a votare la chiesetta quale «Luogo del cuore del Fai, il Fondo Ambiente Italiano. L'obiettivo è raggiungere i mille voti entro la fine di novembre. Nel caso, verrà presa a carico dal Fai per il restauro. Per votare basta andare sul sito Iluoghidelcuore.it, cercare tra i «luoghi» la provincia di Verona e poi San Pietro in Cariano e la chiesa di santa Sofia in Pedemonte. Il comitato ha organizzato una visita guidata per domenica 16 novembre alle 15 e una visita è stata programmata anche dal Ctg Genius Loci della Valpolicella per sabato 8 novembre alla stessa ora. «La chiesetta va assolutamente salvata, perchè è di grande valore e io non ce la faccio», dice la proprietaria, Mariangela Boccoli, figlia della contessa Camilla Rizzardi in Boccoli, che gliela lasciò in eredità nel 1968, dopo aver venduto Villa Santa Sofia, splendido esempio palladiano. «Oltre agli eventi sismici, la chiesa si trova sulla strada, stretta e piena di buche. I mezzi pesanti, con le vibrazioni, ne minano la solidità», continua Boccoli che racconta: «Ricordo da bambina che questa strada, che porta ovviamente il nome di Santa Sofia e corre a fianco del muro di cinta della villa, era usata per la transumanza delle mucche che, scampanando, andavano in Lessinia e tornavano a fine ottobre al vicino Quar». Una delle stradelle più antiche della Valpolicella. A testimonianza di questi passaggi sono le date e i nomi dei mandriani «graffiati» sul tufo: la data più antica è del 1646. A sostenere e sollecitare le iniziative in difesa della chiesetta è anche l'associazione Salvalpolicella con il suo presidente Pieralvise Serego Alighieri, non solo per sanare i danni subiti nel tempo, ma anche per salvare gli affreschi, visionati da Ester Bontempo, esperta di affreschi medievali. Opera di notevole interesse storico ed artistico risalente come fondazione all'Alto Medioevo, l'edificio sacro si trova all'esterno del muro di cinta della villa, in una antica frazione medievale, chiusa da una cancellata. È stata usata per celebrare matrimoni e battesimi della casata e prima ancora per le funzioni locali. Da una decina d'anni, quando la struttura ha dimostrato di non essere sicura, è stata abbandonata. Ora appare spoglia di arredi sacri. Oltre a splendidi affreschi, merita attenzione il monumento funebre del conte Allegri Zorzi ad opera di Ugo Zannoni (1836 - 1919).