L'associazione scrive a Marco Filippeschi per chiedere un intervento presso le istituzioni a cui tocca il compito di far riaprire la struttura PISA. Una lettera aperta per chiedere la riapertura del Palazzo della Sapienza che fu chiusa nel 2012 dopo il terremoto in Emilia. L'hanno firmata, a nome dell'Associazione Amici della Biblioteca Universitaria di Pisa, Chiara Frugoni, Andrea Bocchi, Eliana Carrara, Carlo Alberto Girotto, Adriano Prosperi e Anna Siekiera. "Caro sindaco, saranno tra poco due anni e mezzo che la biblioteca della Sapienza è chiusa - si legge - Sappiamo fin troppo bene che l'immobile, ceduto a titolo gratuito dal Demanio all'Università e chiuso per ordinanza sindacale il 29 maggio 2012, non dipende in alcun modo dall'amministrazione comunale; tuttavia è incontestabile che rivesta interesse pubblico il fatto che uno dei luoghi più significativi di Pisa per posizione, storia, importanza, sia l'unico edificio in Toscana a restare chiuso per il terremoto dell'Emilia. Proprio in virtù di tale interesse diffuso, che tocca le sfere del diritto allo studio, della pianificazione culturale, dello sviluppo turistico, delle attività commerciali, l'Ateneo come proprietario del palazzo ha chiesto e ricevuto ingenti finanziamenti dal Ministero dell'Università e anche da una fondazione bancaria, mentre la giunta haritenuto di affrontare il problema in diverse sedute del consiglio comunale". "Nel frattempo - prosegue la lettera aperta - il costo del personale della Biblioteca resta di circa un milione l'anno, senza alcun servizio per il cittadino. Da parte sua la Soprintendenza ha riattato, con fondi del Ministero Beni Culturali, un intero edificio presso il Museo di San Matteo al fine di ottemperare ai suggerimenti della perizia sul palazzo della Sapienza, la quale richiedeva lo spostamento (in via prudenziale) di circa il 30 dei libri: con ciò si sono adempiute tutte le condizioni sostanziali per la riapertura. È di questi giorni l'impegno dell'Enel, per interessamentodella nostra associazione, a fornire gratuitamente la rete wi-fi nelle due sedi della biblioteca: quando riaprirà, s'intende". "Quando riaprirà? - chiede ancora l'associazione - A fronte di queste risorse, le risposte appaiono insoddisfacenti. Non si sa quando aprirà la seconda sede, pronta da mesi, né che tipo di servizi offrirà. Il palazzo della Sapienza è sbarrato a chiunque, impiegati compresi, esattamente come due anni fa, e non si è visto un cartello di inizio lavori. Dalle contraddittorie affermazioni del rettore, mai accompagnate da una qualsivoglia programmazione, si è appreso solo che si potrebbe riaprire nel 2016 o nel 2017, e che comunque la biblioteca non avrà un metro quadro in più per i suoi servizi. Lo spazio lasciato libero dalla didattica dovrebbe essere destinato a non meglio specificati uffici amministrativi dell'Ateneo. In ogni caso il rettore, pur a fronte degli ingenti finanziamenti e del conclamato interesse pubblico, non ritiene di dover impegnare se stesso (o meglio il suo successore) con un programma qualsiasi. In questa vicenda la giunta ha deciso di non intervenire né con risorse proprie, né - come a noi sembra doveroso - sollecitando gli enti interessati a dichiarare tempi e fini di lavori tanto costosi. I Ministeri, lo abbiamo visto, si sono mossi: il problema è a Pisa e solo a Pisa". "Riteniamo urgente - concludono gli Amici della Bup - che il sindaco e la giunta, di cui da anni non si ricorda una pubblica dichiarazione in merito, si impegnino per tutelare gli interessi diffusi, sia intervenendo presso le istituzioni coinvolte per ottenerne almeno una dichiarazione di intenti, sia convocando una pubblica discussione sul tema della Sapienza".
Gli Amici della Bup: "Palazzo della Sapienza, il sindaco deve intervenire"
Riassunto in 200 parole:
L'Associazione Amici della Biblioteca Universitaria di Pisa ha scritto a Marco Filippeschi chiedendo un intervento presso le istituzioni a cui tocca il compito di far riaprire la struttura PISA. La biblioteca è stata chiusa nel 2012 dopo il terremoto in Emilia. L'associazione ha firmato una lettera aperta chiedendo la riapertura del Palazzo della Sapienza. La lettera afferma che la biblioteca riveste interesse pubblico e che l'Ateneo ha richiesto e ricevuto finanziamenti per la sua riapertura. Tuttavia, non si sa quando la biblioteca sarà riaperta e non ci sono informazioni sul tipo di servizi che sarà offerto.
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