Una maxidonazione da 605 mila euro per sostenere il restauro della sala degli Uffizi che ospita la Venere del Botticelli. Arriva da Friends of Florence: l'accordo per mettere a disposizione del museo la somma è stato siglato ieri nella sede della Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino. Nel dettaglio, la donazione dei Friends of Florence servirà a sostenere le spese per il restauro e l'allestimento della Sala 41, e per il disallestimento (e il successivo nuovo allestimento) della sala di Botticelli. È infatti programmato l'intervento di adeguamento della Sala 41, che accoglieraalcuni dipinti provenienti dalla Sala del Botticelli, in attesa che questa venga a sua volta restaurata nell'ambito dei lavori dei Nuovi Uffizi. Dopodichè la Sala 41, con le pareti tinteggiate di azzurro (come al piano nobile dell'edificio vasariano), ospitera i dipinti stranieri a cavallo tra XV e XVI secolo. Nel prossimo mese di gennaio è previsto l'inizio dei lavori alla sala 41 terminato il quale, in tarda primavera, è in programma lo svuotamento della Sala del Botticelli: l'intervento durerà circa 6 mesi. Una volta ultimato, presumibilmente tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 la Sala di Botticelli sarà riallestita secondo un nuovo progetto, mentre nella sala 41 resteranno le opere dei pittori stranieri fiamminghi; a queste se ne aggiungeranno altre provenienti dalle collezioni di Galleria. Le opere del Botticelli che verranno esposte nella 41 saranno: Madonna del Magnificat; Madonna del melograno; Adorazione dei Magi; Primavera; Storie di Giuditta; Ritratto di uomo con la medaglia; Nascita di Venere; Calunnia. di Gabriele Rizza Il pacchetto è di prima qualità. Un disegno organico e fantasioso. Una serie di percorsi diversi per genesi, argomento e metodo, sempre all'insegna dell'originalità negli studi e della cura nella ricerca, compone il mosaico di "Un anno ad arte", il progetto espositivo giunto alla decima edizione, messo a punto dal Polo Fiorentino che nell'arco del 2015 coinvolge i principali soggetti museali della città, dagli Uffizi al Bargello, dall'Accademia alla Palatina, dal Museo degli Argenti alla Galleria d'arte moderna. «Un anno segnato dall'Expo di Milano, nel quale tutta l'Italia è tenuta a valorizzare le proprie attrattive e dunque anche il patrimonio artistico» come ha ricordato la sovrintendente Cristina Acidini, giunta al termine del suo mandato. In linea generale, si tratta di mostre che sviluppano ed ampliano temi e vocazioni delle raccolte, valorizzando il patrimonio permanente con opportune integrazioni e accostamenti, all'insegna di una varietà che spazia lungo coordinate sia storiche che artistiche. Si parte a febbraio dagli Uffizi con un omaggio a Gerrit Honthorst da Utrecht, più noto come Gherardo delle Notti, attivo in Italia all'inizio del Seicento, presente con quattro grandi tele nelle collezioni medicee, che illustrano il suo talento per le scene notturne rischiarate da lucerne e candele, a confronto con altri pittori fiamminghi dediti alle medesime ricerche luministiche e con il Caravaggio. E se la pittura di Gherardo delle Notti sarà una scoperta, altrettanto lo sarà quella di Piero di Cosimo, "Pittore fiorentino eccentrico e visionario fra Rinascimento e Maniera" (dal 23 giugno agli Uffizi), di Carlo Portelli "Pittore di pregio", coi suoi scorci spericolati e spesso affollata di personaggi (dal 14 dicembre all'Accademia) e di Carlo Dolci, figura di spicco della vita artistica (ma anche devozionale) della corte fiorentina nel pieno Seicento, dominata dalla granduchessa Vittoria Della Rovere, una serie di raffinate immagini sacre che gli valsero all'epoca ammirazione e successo (dal 30 giugno alla Palatina). Sul tema della devozione si colloca la mostra dell'Accademia (30 marzo) che conduce all'origine di uno dei più grandi fenomeni religiosi e culturali della storia d'Occidente, il Francescanesimo, con il suo immenso portato d'arte e di culto, rapidamente diffuso in Oriente fino alla Cina, mentre al Museo degli Argenti (dal 9 giugno) trionfa la "Magia del lapislazzuli", la pietra importata dall'Asia, che oltre a servire per la creazione di splendidi oggetti, fu utilizzata dai pittori, una volta macinata e ridotta in polvere, come pigmento prezioso per il così detto "blu oltremare". Infine, nella ricorrenza dei 150 anni di Firenze capitale, la Galleria d'arte moderna allestisce una mostra dedicata soprattutto alle opere d'arte e agli arredi acquisiti da Vittorio Emanuele II per la sontuosa e labirintica reggia di Palazzo Pitti (dal 19 novembre), e il Museo del Bargello, che pure festeggia un secolo mezzo dalla sua fondazione, presenta dal 20 marzo, in partenariato con altri musei europei, la civiltà medioevale nelle sue espressioni più alte, riunendo attorno al tema del viaggio, sia reale che fantastico, oggetti d'uso e testimonianze artistiche di rara suggestione. Tutte le mostre saranno accompagnate dai relativi cataloghi editi da Giunti e Sillabe. Per saperne di più www.unannoadarte.it.