CHIANNI Continua il braccio di ferro da parte del "Comitato Poggio alla Nebbia - No all'eolico selvaggio" per scongiurare l'installazione di cinque aerogeneratori da 175 metri nel comune di Chianni (più un nel territorio di Santa Luce). Gli esponenti del gruppo fanno sapere di essersi rivolti ad uno studio legale. Tramite gli avvocati il comitato intende fare pressione sulla Soprintendenza per i beni architettonici delle province di Pisa e Livorno perché ribadisca «il parere contrario alla realizzazione progetto» nell'ambito del procedimento regionale ancora in corso e diretto al rilascio dell'autorizzazione unica da parte della Regione. E non a caso, il documento, per conoscenza è stato inviato anche al governatore Enrico Rossi oltre che al sindaco di Chianni Giacomo Tarrini. Gli esponenti del comitato rilevano che il progetto «avrebbe un impatto paesaggistico di grande entità» e, inoltre, sostengono che la «Valutazione di impatto ambientale della Regione, nella conferenza del luglio scorso è stata svolta senza operare alcun raffronto con le prescrizioni del nuovo Pit». La paura, per i cittadini del territorio, è quella di trovarsi davanti ad un impianto troppo impattante sul territorio. La questione è stata affrontata, con convergenze tra maggioranza e opposizione anche in consiglio comunale. «In questo momento - scrive il comitato - la Regione sta completando l'iter di approvazione del nuovo Pit, a cui viene data rilevanza strategico e che in vari punti richiama il valore paesaggistico della Colline pisane con l'obiettivo di mantenere le relazioni paesaggistiche tra i nuclei storici e i mosaici agricoli tradizionali». E alla luce delle prescrizioni di questo documento potrebbe insersi l'azione del comitato che i contrappone alla realizzazione del parco eolico. (r.b.)
CHIANNI. Eolico, il comitato di Chianni ricorre ai legali
Il comitato "Comitato Poggio alla Nebbia - No all'eolico selvaggio" di Chianni si oppone all'installazione di cinque aerogeneratori da 175 metri nel comune. I membri del gruppo hanno rivolto uno studio legale alla Soprintendenza per i beni architettonici delle province di Pisa e Livorno per far pressione sulla Regione per ribadire il parere contrario al progetto. Il comitato sostiene che il progetto avrebbe un impatto paesaggistico di grande entità e che la Valutazione di impatto ambientale della Regione non ha operato alcun raffronto con le prescrizioni del nuovo Pit.
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