Le vecchie tabelle del museo "Paolo Orsi" lasceranno il posto a ricostruzioni virtuali e saranno affiancate da totem e audio-guide. Prendono il via i lavori del progetto "Vedere e sentire" che trasformeranno uno dei musei archeologici più importanti d'Europa in una struttura moderna. In attesa che la Regione trovi la soluzione all'annosa carenza di personale, che potrebbe provocare la chiusura del museo di viale Teocrito nei giorni festivi, prosegue l'intervento di restyling dell'istituzione culturale diretta da Gioconda Lamagna. «Abbiamo fatto e facciamo tuttora sforzi per razionalizzare le risorse - dice la direttrice - e tenere aperto il museo nei giorni di festa. Ciò grazie all'impegno dei nostri custodi e al dialogo costante. Ma non è facile poiché i fondi a nostra disposizione sono pochi per mantenere aperta una grande struttura qual è il "Paolo Orsi"». La direttrice Lamagna annuncia l'avvio del nuovo cantiere per la modernizzazione del museo con apparati didattici e strumenti utili alla lettura dei reperti in maniera innovativa. Un intervento che segue a ruota altri - di cui alcuni ancora in corso - finanziati dalla Regione per dare nuovo lustro al museo di viale Teocrito. In questo contesto, dopo 30 anni di attesa, è tornato in mostra tra le sale museali uno dei simboli della Sicilia di epoca cristiana: il sarcofago di Adelfia. Il prezioso reperto è al centro del nuovo percorso museale all'interno di villa Landolina che sarà arricchito di nuove opere nei prossimi mesi. Il museo continua ad essere protagonista di un'opera di restyling volta non solo a rendere l'allestimento più moderno ma anche per garantire una maggiore sicurezza all'interno della struttura a 36 anni dalla sua nascita. Oltre all'apertura del settore F che narra, attraverso reperti in parte sconosciuti poiché custoditi all'interno dei magazzini del museo, la storia di Siracusa e della Sicilia di età cristiana, saranno regalate ai visitatori nuove occasioni di riscoperta del patrimonio. Con la pioggia di fondi sbloccati due anni addietro dalla Regione, pari a circa 7 milioni di euro in totale, verrà realizzato il primo museo "en plein air" della città aretusea. Il giardino che si snoda tutt'intorno a villa Landolina diventerà un un museo a cielo aperto. Qui sarà possibile passeggiare tra piante rare, sarcofagi e altri reperti scultorei che disporremo tra i viottoli della villa storica. Una sorta di parco aperto agli stessi siracusani che qui potranno rilassarsi tra natura e archeologia. Il progetto rimarrà, tuttavia, monco di un suo elemento importante: il coffee shop e i servizi annessi che sarebbero dovuti essere ospitati nei locali della storica villa Landolina. A causa del contenzioso che la Regione ha in atto con la società Novamusa, che avrebbe dovuto gestire anche la biglietteria e i servizi del "Paolo Orsi" come per altre strutture museali, tutto resta fermo. Si attendono direttive dal governo regionale per sbloccare l'empasse e dotare il museo di tutti i servizi necessari per renderlo allo stesso livello di quelli d'Europa. La prima pietra del "Paolo Orsi" risale al 1780 quando il vescovo Alagona inaugurò il museo del Seminario divenuto, nel 1808, Museo civico all'Arcivescovado. Successivamente un decreto regio del 17 giugno 1878 sancì la nascita del Museo archeologicO nazionale di Siracusa, inaugurato nel 1886 nella sede di piazza Duomo. Fu l'archeologo di Rovereto, Paolo Orsi, che diresse il museo dal 1895 al 1934. Ma a seguito del costante aumento dei reperti a disposizione della struttura museale, si rese necessaria l'esigenza di un nuovo spazio. Fu allora scelta la villa Landolina con il suo giardino raro. La realizzazione del nuovo spazio museale - il cui deus ex machina fu l'archeologo Giuseppe Voza che ne resse le redini per anni e che ancora oggi è direttore emerito - venne affidato all'architetto Franco Minissi e venne inaugurato nel gennaio del 1988. Due piani espositivi e un seminterrato che, oggi, ospita il caveau dove è allestito il Gabinetto numismatico. Qui si trova una preziosa collezione di monete antiche che narrano la storia delle colonie siciliane e l'arte dei grandi incisori. L'auspicio è che il museo intitolato a Paolo Orsi possa essere annoverato tra le grandi istituzioni museali europee, e non solo. Il luogo rappresenta infatti un simbolo della grande cultura antica della Sicilia e dunque dell'identità di un popolo fatta di bellezza, di arte e di meraviglia. 06112014
SICILIA - Il "Paolo Orsi" a portata di click. Via libera ai lavori per le legende multimediali, le audio-guide e le ricostruzioni virtuali
Riassunto in 200 parole:
Il museo "Paolo Orsi" di Siracusa sta subendo un importante restyling con l'introduzione di ricostruzioni virtuali, totem e audio guide. Il progetto, finanziato dalla Regione, mira a modernizzare l'istituzione culturale e garantire una maggiore sicurezza all'interno della struttura. Il museo, diretto da Gioconda Lamagna, ha sottoposto gli spazi espositivi a una serie di lavori per renderli più accessibili e attraenti per i visitatori. Tra le novità, il percorso museale all'interno di villa Landolina, che sarà arricchito di nuove opere e reperti.
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