Studiosi a confronto sul futuro dell'oasi E domenica riapre il centro visite distrutto a gennaio da un rogo doloso LA RISERVA naturale di Castel di Guido guarda al futuro. Sabato un dibattito organizzato dalla Lipu-Birdlife Italia, che qui gestisce un'importante oasi, affronterà il delicato tema del destino di questo raro scampolo di agro romano. "Il tesoro alle porte di Roma": Danilo Selvaggi, direttore generale Lipu, Daniela Rossi, a capo della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici capitolini, Marco Colombo, responsabile dell'azienda agricola del Comune di Roma (l'ultima, assieme alla Tenuta del Cavaliere), ragioneranno con altri ospiti, fra cui esponenti del Cnr e dell'università di Siena, su proposte in grado di prevenire il rischio di dismissione dell'area (già sopravvissuta a progetti tanto orrendi quanto pericolosi, da Eurodisney al Parco dei Gladiatori concepito da Alemanno) da parte della Regione, che ne è proprietaria. Si parlerà dunque di ecomuseo, parchi diffusi, laddove amministratori meno rozzi dei nostri non esiterebbero a valorizzare l'eccezionale portata naturalistica con agriturismi nei casali abbandonati, ecopercorsi, birdwatching. Tappa fondamentale di migrazione, inclusa nel cerchio di zone umide fra Maccarese e Palo Laziale, Castel di Guido è ricchissima di specie animali e vegetali oltre a vantare uno scavo a cielo aperto di reperti paleo archeologici. Pascolo brado, colture differenziate e sostenibili rientrano nelle scelte protezionistiche della stessa azienda agricola che ha operato nel rispetto della riserva del litorale e Sic (Sito di interesse comunitario). Domenica, poi, la Lipu festeggerà la ricostruzione del centro visite dell'oasi, incenerito il 22 gennaio scorso da un incendio doloso e oggetto di serie indagini. Tre giorni dopo l'attentato i volontari, molto attivi nei controlli anti bracconaggio, trovarono il cartello d'ingresso sbarrato da una croce. «La natura vincerà, le intimidazioni criminali non possono fermarla», commenta Danilo Selvaggi: «Siamo particolarmente emozionati e riconoscenti; la generosità dei nostri sostenitori e un lavoro inesausto ci consentono di riaprire subito i battenti. Un segnale di impegno civico e di amore verso questo patrimonio collettivo».