Sei obiettivi con cui riqualificare la città, un fondo dove convogliare risorse pubbliche e private, un «kit» per ripulire i muri e una promessa: snellire la burocrazia. Ecco il progetto illustrato dal sindaco Merola a Curia, Ateneo, associazioni di categoria nella prima giornata degli «Stati generali» per rendere Bologna più bella. Primo round di incontri a Palazzo: ogni categoria proporrà un progetto. Oggi le Fondazioni Il 9 maggio in calendario la «festa civica». E intanto arriva il kit per tenere puliti i muri Lui ha illustrato i sei obiettivi (di riqualificazione) che ha nel mirino da qui alla fine del mandato. E garantito la disponibilità dell'amministrazione a snellire i passaggi burocratici e a fornire un «kit» per tenere puliti i muri. A loro però ha chiesto un contributo concreto, prima di tutto in termini di risorse economiche, oltre che di progetti di «adozione» di un pezzo di città, per renderla più bella. E ha fatto una proposta: creare un fondo comune dove convogliare le risorse private insieme a quelle pubbliche ricavate da una parte della tassa di soggiorno. Ecco l'esito del primo «round» di incontri che da ieri stanno impegnando il sindaco Virginio Merola e i diversi soggetti privati che, a vario titolo, costituiscono il tessuto sociale ed economico cittadino. Ieri mattina è stata la volta del rettore dell'Alma Mater Ivano Dionigi e del vicario generale della Curia monsignor Giovanni Silvagni, mentre nel pomeriggio è stato il turno delle associazioni di categoria: Ascom, Confesercenti, Cna, Legacoop, Unindustria, Ance, Confartigianato, Compagnia delle Opere, Agci. Ma nel giro di consultazioni del sindaco rientreranno anche le Fondazioni, l'Ausl, i proprietari di immobili. E c'è chi chiede di essere convocato, come il Forum del Terzo Settore che ieri ha scritto una lettera aperta per esprimere la propria preoccupazione per non essere stato invitato. Ma l'intento principale di questa due giorni di incontri è abbastanza chiaro: trovare soprattutto risorse economiche con cui combattere il degrado e rendere la città esteticamente più bella. Palazzo d'Accursio ieri ha messo sul piatto i sei obiettivi che si è posto: la lotta ai graffiti; la pulizia e l'installazione di nuovi bagni pubblici; una nuova segnaletica stradale e turistica; il miglioramento dei marciapiedi; la riqualificazione di aree come il Ghetto, via Azzogardino, piazza Aldrovandi, piazza Malpighi, piazza Medaglie d'Oro e il completamento della tangenziale delle bici; la videosorveglianza e l'aumento dell'illuminazione pubblica. Tutti i punti su cui le associazioni di categoria, ognuna per le proprie competenze, si sono dette interessate a collaborare. Per venire incontro a quanti vorranno contribuire direttamente a rendere Bologna più bella, Palazzo d'Accursio metterà a disposizione un «kit» per tenere puliti i muri adiacenti alle attività commerciali, così come le vetrine e le serrande. I colori saranno quelli decisi dal Comune insieme alla Soprintendenza: i privati in questo modo eviteranno troppi passaggi burocratici e avranno sempre il Comune come referente e, a sua volta, all'interno dell'amministrazione sarà creata una cabina di regia unitaria a cui rivolgersi senza dover passare dai vari assessorati competenti. Insomma, Palazzo d'Accursio ha esteso alle attività economiche il regolamento per la cittadinanza attiva presentato qualche mese fa a comitati e associazioni di volontariato. Al fondo per ora hanno già detto che aderiranno con proprie risorse Ascom e Unindustria, mentre le altre associazioni di categoria prenderanno tempo per pensarci. Nelle prossime settimane i soggetti chiamati dal sindaco saranno riconvocati a Palazzo per mettere sul tavolo le loro proposte e aderire a un protocollo d'intesa. E poi il 9 maggio, giorno della «festa civica» che richiama la tradizionale festa degli Addobbi delle parrocchie che si celebra proprio in quella data, saranno presentati alla città e premiati tutti i progetti di riqualificazione presentati dalle associazioni di categoria. Ascom porterà avanti il piano d'illuminazione pubblica e quello per il recupero della zona Palasport; Cna pensa di «adottare» una zona artigianale fuori dal centro, per esempio la Bolognina; Unindustria ha ipotizzato un intervento sulle aree dismesse. Ma siamo ancora all'inizio: ciascuno porterà la sua idea per prendersi cura di Bologna. Il rettore Dionigi, uscendo dall'ufficio del sindaco, ha parlato principalmente di graffiti e dell'impegno che l'Ateneo intende mettere su questo tema. Linea simile per monsignor Silvagni: «La pulizia dai graffiti interessa l'Arcidiocesi sia per i suoi edifici che per le parrocchie: gli abbonamenti annuali per la rimozione delle scritte sui muri pensati dal Comune sono una cosa buona anche perché danno lavoro a persone in difficoltà» .