BOLZANO. Risanare gli antichi masi della provincia per conservare il paesaggio altoatesino. È questa la mission che ha spinto l'Unione agricoltori - Bauernbund, la Fondazione architettura Alto Adige, l'Itas assicurazioni, l'Alto Adige Marketing (Smg), la Fondazione Cassa di Risparmio e le ripartizioni provinciali Beni culturali e Natura, paesaggio e sviluppo del territorio, ad introdurre un premio in denaro per i proprietari che decidono di risanare gli edifici rurali di maggior pregio storico. Ieri mattina sono stati premiati tre masi risanati, a fronte dei 12 candidati, con un riconoscimento di 4.000 euro. «È importante ha spiegato il presidente del Bauernbund, Leo Tiefenthaler che gli altoatesini capiscano quanto i masi siano fondamentali per il paesaggio tanto amato dai turisti che ogni anno vengono a passare le vacanze in provincia. Oggi risanare l'antica cubatura costa di più rispetto a demolire il proprio maso e costruire nuovi fabbricati. In quest'ultimo caso però si distrugge il patrimonio e non possiamo permetterlo». Così il vicepresidente dell'Ordine degli architetti, Carlo Azzolini: «Oggi diamo spazio a due iniziative culturali che hanno come tema comune l'intervenire sulle case contadine dell'Alto Adige senza intaccarne la bellezza. Risanare un edificio, infatti, non significa solo piazzare un impianto fotovoltaico sul tetto. Bisogna effettuare molteplici interventi che si devono integrare perfettamente con il costruito senza modificarne forma e particolarità». I vincitori del concorso sono il Rackerterhof di Renon, il Daiml-Hof di Fiè ed il Burgstallerhof di Vandoies, masi che hanno alle spalle oltre 100 anni di storia e sono ancora oggi parte integrante di un'azienda agricola in attività. I fabbricati sono stati visionati da una cinquantina di architetti che hanno presentato alla giuria complessivamente 25 progetti preliminari di risanamento. Per quanto riguarda il «Rackerterhof», il miglior progetto è stato considerato quello degli architetti Heinrich Norbert Zöschg e Alexander Karnutsch di Lana. Nel caso del «Burgstallerhof» la palma di migliore bozza è andata agli architetti Sabrina Pievani di Bressanone e Rodolfo Zancan di Bolzano. Infine, il progetto di risanamento più convincente per il «Daiml-Hof» è stato quello elaborato dalle giovani architette di Caldaro Katrin Lahner e Magdalena Donà. Tutte le proposte, a parere della giuria, sono riuscite a conservare le caratteristiche e gli elementi di pregio dei singoli edifici, garantendo al contempo il maggior comfort abitativo possibile per i proprietari dei masi. «Per noi l'Alto Adige è soprattutto un posto dove è bello vivere» afferma la presidentessa di Smg, Uli Rubner. Inoltre è stato anche conferito il premio Itas destinato a famiglie contadine che hanno già provveduto a risanare il loro maso dal punto di vista energetico. «Il concorso è riservato a edifici posti sotto tutela oppure di rilevanza architettonica che siano stati ristrutturati dopo il 2005. Il maso inoltre deve avere almeno mezzo secolo di vita ed essere parte integrante di un'azienda agricola» spiega il vicepresidente di Itas Gerhart Gostner. Tra le 12 candidature pervenute a spuntarla è stata la famiglia Thöni del maso «Aussergrub Hof» di San Nicolò in Val d'Ultimo, assistita nel risanamento dall'architetto Ruvidotti.
Alto Adige. Premio per antichi masi risanati. Così proteggiamo il territorio
A Bolzano è stato premiato un concorso per risanare gli antichi masi della provincia. Tre masi sono stati premiati con 4.000 euro ciascuno. I vincitori sono il Rackerterhof di Renon, il Daiml-Hof di Fiè e il Burgstallerhof di Vandoies. I masi hanno più di 100 anni di storia e sono parte integrante di un'azienda agricola. I progetti di risanamento sono stati valutati da una cinquantina di architetti. Il concorso è stato organizzato dall'Unione agricoltori, dalla Fondazione architettura Alto Adige e altre organizzazioni. Il premio è destinato a proprietari che decidono di risanare gli edifici rurali di maggior pregio storico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo