Il ministro Franceschini conferma il riconoscimento italiano per il 2015 alle finaliste Lecce, insieme alle altre quattro città finaliste, sarà Capitale italiana della cultura nel 2015. Lo ha confermato il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini nel corso di un incontro avvenuto a Roma alla presenza dei sei sindaci delle città che si sono contese il titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019, assegnato a Matera. I consiglieri di minoranza a Palazzo Carafa, intanto, si chiedono a che titolo sia ancora operativo lo staff di «Lecce2019». LECCE Il titolo di Capitale Europea della Cultura è andato a Matera, ma lo staff di Lecce2019 è ancora lì, con contratti che scadranno tra febbraio e maggio del prossimo anno. E non è questa l'unica anomalia. In nessuno dei contratti si fa riferimento al progetto di candidatura e, escluso Airan Berg, coordinatore artistico di Lecce2019, gli altri cinque componenti dello staff hanno avuto incarichi di collaborazione all'interno del progetto Poin 2007-2013 come attrattori culturali. Per questi ultimi, i contratti semestrali scadranno a febbraio, mentre Berg rimarrà a Lecce fino a maggio. Per l'intero staff, l'amministrazione comunale di Lecce ha speso più di 150 mila euro, e il solo contratto per nove mesi di Berg è costato 60 mila. A Palazzo Carafa, tra i consiglieri della minoranza cresce il malcontento. Si attende ancora di conoscere quanto sia costata la candidatura e in molti cominciano a porsi alcune domande: «A cosa serve tenere ancora in piedi quel gruppo di lavoro? Quali nuovi incarichi come attrattori culturali sono stati loro affidati fino a febbraio del prossimo anno? E cosa mai farà Berg fino a maggio?». Una risposta indiretta arriva da Roma, dove ieri il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha incontrato i sindaci delle sei città finaliste. Avrebbe confermato la proposta di decretare le 5 città perdenti capitali italiane della cultura 2015. Il riconoscimento prevedrebbe anche un sostegno economico del governo finalizzato a portare a compimento l'importante progettualità acquisita durante il percorso di candidatura.
Lecce2019, il titolo non c'è ma lo staff sì
Il ministro Franceschini ha confermato il riconoscimento italiano per il 2015 alle finaliste Lecce, insieme alle altre quattro città. Il riconoscimento prevede un sostegno economico per portare a compimento l'importante progettualità acquisita durante il percorso di candidatura. L'amministrazione comunale di Lecce ha speso più di 150 mila euro per il progetto Lecce2019, e il solo contratto per nove mesi di Airan Berg è costato 60 mila euro. Il staff di Lecce2019, composto da cinque persone, ha avuto incarichi di collaborazione all'interno del progetto Poin 2007-2013 come attrattori culturali.
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