A caval donato non si guarda in bocca. L'ha pensata così la giunta Tentorio sulla proposta di Ubi Banca di fare del sito dismesso dei Magazzini Generali di via Rovelli, con la creazione della nuova Gamec, il polo artistico della città. Il progetto, depositato in Comune nell'estate di un anno fa, è tra i più discussi della storia urbanistico-artistica cittadina. Anche il centrodestra aveva inizialmente arricciato il naso, ma i 4,5 milioni di cui si farebbe carico la Fondazione Banca Popolare di Bergamo (che ha acquistato i Magazzini da Ubi) come donazione alla città (e non come standard su una lottizzazione in zona precedentemente prevista) e le prospettive (finanziarie) magrissime sul recupero della Montelungo avevano finito per ricompattare la maggioranza. Avanti tutta, sulla proposta elaborata dallo studio Traversi che prevede la conservazione dei Magazzini e la loro ristrutturazione con donazione alla città di 5.655 metri quadrati su tre piani (uno interrato) per la Gamec e oltre 5.000 per Ubi, tra l'altro per la collezione permanente della banca, un centro formazione con auditorium e un ristorante con bella vista su Città Alta. La posizione del centrosinistra era invece pro Montelungo. Più netta all'inizio e più morbida nei programmi elettorali di Gori che scriveva: «Sui Magazzini manteniamo alcune riserve ma valuteremo tale soluzione con senso di responsabilità». Per farci cosa? Magari, non la Galleria d'arte moderna, ma il nuovo palazzetto dello sport. Secondo indiscrezioni che arrivano da Palafrizzoni, il sindaco si sarebbe rivolto ad Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi proprio con questa richiesta. Moltrasio avrebbe preso tempo. Durante il quale si sarebbe consultato con il presidente della Fondazione Bpb, Emilio Zanetti e con l'avvocato Giuseppe Calvi, (già nel board della Gamec) che avrebbero bollato la proposta come «non compatibile» con le finalità della Fondazione. Per restare in tema (sportivo): sindaco murato a rete.