Adesso è ufficiale. L'Accademia Carrara riaprirà il 23 aprile, la settimana prima dell'apertura dell'Expo. Termina così la lunga chiusura per lavori e intoppi burocratici, durata quasi sette anni, a partire da giugno 2008. C'è la data: 23 aprile 2015. Il «nuntio vobis» della riapertura dell'Accademia Carrara, una settimana prima dell'inizio dell'Expo, è arrivato ieri sera, «magno cum gaudio», nell'Auditorium di piazza della Libertà, nel corso dell'evento in cui si sono ripercorse le strade della pinacoteca chiusa, ma con la valigia, in giro per il mondo. La Carrara formato export da Canberra a New York, da Losanna a Bruxelles e Stoccolma. Prestiti mondiali, fino agli ultimi a Mosca e a Londra, grazie ai quali è stata tenuta alta la bandiera della «Bergamo dell'Arte» che ad aprile del prossimo anno verrà ripiantata nei giardinetti di via San Tomaso, anche quelli perfettamente restaurati (e si spera con il malconcio busto del conte Giacomo tirato a lucido per l'occasione). Si riapre quindi un giorno prima della data fissata nella convenzione tra Comune e Creberg: un 24 aprile altamente simbolico. A ridosso della Festa della Liberazione, quella nel caso specifico dai mille lacciuoli edilizi, impiantistici e burocratici che hanno tenuto l'Accademia ostaggio per anni. Ben lungi dall'assumere i toni renziani («Ha senso impiccarsi ad una data?»), è chiaro che, se sette anni si sono diluiti in lavori e lungaggini di vario tipo, ora che è iniziato il conto alla rovescia, il tempo assume un altro valore. Dal «dietro le quinte», viene confermato un grande fermento sugli aspetti collaterali della riapertura: riunioni-fiume sul posizionamento e utilizzo del marchio, il famoso «scudetto» progettazione dell' attività promozionale con stampa di manifesti, depliant e cataloghi, il restyling del web con un sito rinnovato e l'attività didattica e di marketing, da quello tradizionale a quello virale. Resta un cantiere, più che mai aperto, anche quello della governance con un cda che si avvia a scadenza e morte insieme e dove l'idea, a lungo vagheggiata dalla precedente amministrazione di una Fondazione di diritto privato, è tramontata mesi fa. La legge ha rimesso in gioco il «pubblico» e l'impegno di gestione è tornato nelle mani del Comune, destinato ad essere l'elemento fondante e funzionale della governance dell'Accademia. Che cerca soci. Accanto alla Cobe incaricata di acchiappare sponsor, anche lo stesso sindaco Giorgio Gori si sta impegnando personalmente nella ricerca di soggetti disposti ad entrare in gioco, anche nella Fondazione. Rumors parlano di un possibile coinvolgimento della Fondazione Credito Bergamasco, ma Palafrizzoni starebbe pensando anche a una Fondazione dei Musei Civici di Bergamo: estendere lo sguardo dalla gestione dalla sola Carrara alle diverse realtà museali ed espositive della città potrebbe risultare più attrattivo e favorire una partecipazione allargata.