Il patrimonio artistico della città in gestione a Brescia Musei per vent'anni? «Troppi» per l'ex sindaco Adriano Paroli che ha attaccato il nuovo contratto di servizio con la Fondazione in fase di elaborazione presso gli uffici comunali. L'ordine del giorno? Nel cestino. Ieri, in commissione Cultura, c'era da parlare di due cose: l'adesione all'associazione Centro studi Longobardi, 500 euro di tassa all'anno, e i saluti ai consiglieri da parte di Luigi Di Corato, direttore di Brescia Musei. Le varie ed eventuali le ha tirate fuori l'ex sindaco Adriano Paroli: i cavilli del nuovo contratto di servizio. Va scritto e approvato entro giugno: il vicesindaco Laura Castelletti, la segreteria generale e i tecnici ci stanno lavorando. «Dicono che la Fondazione avrà in concessione il patrimonio, Santa Giulia, Capitolium e via dicendo, per 20 anni: una gestione diretta così lunga non lascerà alla Loggia mezza decisione ha detto Paroli . Brescia Musei non è una società di gestione, ma avrà un'autonomia più forte». E il Comune conterebbe uno zero virgola: «Tutto delegato alla fondazione». Sul contratto, adesso, c'è una data di scadenza: i beni restano affidati a Brescia Musei per cinque anni. «Un esempio a caso: se diventassero venti dice Paroli e Di Corato e Minini o i loro successori dovessero gestire male il sito archeologico, non potremmo rivedere un solo paragrafo del contratto fino al 2035. Per carità, il vicesindaco lo stimo: trovo solo improbabili i suoi tempi e il modo in cui sta gestendo la cosa». Passasse il piano, deciderebbe tutto il politburo di via Musei, sostiene l'ex sindaco: «E la minoranza non avrebbe alcun ruolo. Oltretutto, gira voce che sia Di Corato a lavorare alle carte: dovrebbe farlo il Comune, piuttosto. Ma il vicesindaco certe cose non le dice: pensa di portare il contratto in Loggia a metà dicembre e in commissione preferisce farci vedere le slide con la definizione di museo». Castelletti risponde picche: «Stiamo lavorando alle bozze: io, la segreteria e gli uffici tecnici. Sul contratto ci sarà la firma di Loggia e Fondazione: ovvio che ci sia un confronto con il suo direttore. Le carte potrebbero essere pronte domani o tra sei mesi: prima è, meglio è, non mi piace buttare via il tempo. Ogni decisione è sempre stata condivisa in commissione: ci confronteremo anche sul contratto». Di Corato aveva appena dato l'impronta della sua direzione: trasparenza e gestione sistematica: «Penso a un lavoro di medio e lungo termine: misurabile e con regole chiare. Il fine di un museo è educare e condividere. Mettere al centro il pubblico. Conservare, studiare, valorizzare il patrimonio e lasciarlo insieme alle nostre conoscenze a chi verrà dopo di noi». L'altro giorno il Pirellone ha tirato fuori i dati: Brescia è la provincia con più musei in Lombardia, dopo Milano. Ne ha 42: «Immaginate che il museo sia una sfera, con una linea che ne incide il diametro: quella linea è l'apertura al pubblico e lo rende al servizio della comunità. L'obiettivo è lo sviluppo collettivo: è la qualità che governa un museo. Poi, certo, bisogna anche pensare all'indotto. Lavoriamo agli eventi, come la mostra archeologica su galli e romani prevista per Expo, e ai servizi alla persona: un impegno carsico fatto con risorse interne e una gestione ottimizzata. Il contratto di servizio seguirà questa linea. E ricordiamoci che la Fondazione è un soggetto controllato dalla Loggia: ne resta il socio fondatore. Io sono un tecnico al servizio della comunità: capirete che non lavoro da solista e non ho un approccio autoriale alle cose. Preferisco il confronto».
Brescia Musei. Paroli attacca sul contratto
L'ex sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha attaccato il nuovo contratto di servizio con la Fondazione Brescia Musei, che gestirà il patrimonio artistico della città per 20 anni. Paroli ha espresso preoccupazioni sulla gestione diretta della Fondazione e sulla mancanza di autonomia per il Comune. Il vicesindaco Laura Castelletti ha risposto che il contratto è in fase di elaborazione e che la Fondazione avrà un'autonomia più forte rispetto a Brescia Musei. Il direttore di Brescia Musei, Luigi Di Corato, ha sottolineato l'importanza della trasparenza e della gestione sistematica nel gestire il patrimonio artistico della città.
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