FIRENZE La nascita di Venere, capolavoro di Sandro Botticelli, grande tela (quasi 180 centimetri per poco meno di tre metri) conservata nella Galleria degli Uffizi, non andrà nella Reggia di Venaria, che voleva esporla nelle sue sale nel periodo in cui sarà aperto l'Expo di Milano, il prossimo anno. Il diniego al trasferimento è arrivato ieri direttamente dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: «Il principio generale dell'Expo è portare i visitatori dalle opere e non le opere dai visitatori» ha detto. Gelando lo staff della Reggia di Venaria. Il concetto espresso dal ministro è semplice: «Per andare da Milano a Firenze, c'è mezz'ora di treno in più rispetto al tempo occorrente a percorrere la tratta fra Milano e Torino. È evidente - ha concluso - che la Venere resta agli Uffizi». Al ministro Fanceschini la richiesta era arrivata direttamente da Fabrizio Del Noce, ex giornalista e direttore di Raiuno ed ex deputato di Forza Italia, presidente del Consorzio La Venaria Reale, che gestisce la monumentale struttura, ex residenza sabauda alle porte di Torino riaperta nel 2007 dopo quasi due secoli di abbandono. Una richiesta, quella di Del Noce, che aveva fatto sua la proposta lanciata dal critico d'arte Vittorio Sgarbi di trasferire l'opera da Firenze al capoluogo piemontese per il periodo dell'Expo. Quella del trasferimento di opere d'arte dalla "casa" consueta ad altri musei fra Lombardia e Piemonte in vista dell'Expo ha visto, negli ultimi mesi, varie polemiche: la prima riguardo ad un possibile trasferimento dei Bronzi di Riace dalla Calabria alla Lombardia, idea anche questa lanciata da Sgarbi; la seconda, invece, ha interessato il quadro "L'Ortolano" di Arcimboldo, tela conservata a Cremona, richiesta dalla Regione Lombardia e per la quale inizialmente c'era stato un no deciso da parte del sindaco cremonese, che alla fine ha però acconsentito all'ipotesi di un trasferimento temporaneo (da maggio ad agosto prossimi) di questa tela la cui immagine è una delle mascotte dell'Expo. Dopo il "no" di Franceschini al trasferimento della Venere, Del Noce ha detto di essere «favorevole a progetti che prevedono una valorizzazione culturale, con vantaggi anche economici, attraverso programmi di prestiti di opere». L'operazione Venere, secondo le stime del Consorzio La Venaria, avrebbe dovuto portare nell'ex residenza sabauda almeno 300mila visitatori, con un incasso stimato di due milioni e mezzo di euro. Comunque il Consorzio, con un comunicato, ha affermato «di prendere atto con serenità» della circostanza che la tela di Botticelli (dipinta presumibilmente fra il 1482 e il 1485) resti agli Uffizi, ed ha precisato che la programmazione di mostre ed iniziative in vista dell'Expo sta procedendo secondo i programmi.
No del ministro, Venere non andrà a Torino
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha deciso di non trasferire la tela "Venere" di Sandro Botticelli dalla Galleria degli Uffizi a Firenze per l'Expo di Milano. Il concetto del ministro è che le opere d'arte debbano essere esposte e non i visitatori. Il Consorzio La Venaria Reale, che gestisce la Reggia di Venaria, aveva richiesto il trasferimento della Venere per l'Expo. Il presidente del Consorzio, Fabrizio Del Noce, ha detto di essere favorevole a progetti di valorizzazione culturale con vantaggi economici. La Venere avrebbe dovuto portare 300mila visitatori e un incasso di 2,5 milioni di euro.
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