Tutto esaurito per le visite guidate al sito archeologico di Gonfienti. L'iniziativa, promossa dall'assessorato alla cultura del Comune di Prato e dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, e riservata ai bambini e alle loro famiglie, ha preso il via sabato mattina riscuotendo da subito grande interesse e partecipazione. Sguardi attenti e curiosi hanno seguito la spiegazione sul luogo fornita dall'archeologa Lucia Pagnini che dal 2000 lavora in prima persona allo scavo. E' una realtà che non ti aspetti. Dopo tanti anni di ricerche, sospensioni, incuria, e poi di nuovo interesse grazie all'arrivo di finanziamenti, oggi la grande domus etrusca fa capolino con tutta la sua bellezza tra rigogliosa vegetazione. «La casa che siamo riusciti a recuperare ha un'estensione di 1400 metri quadrati e fa parte del lotto 14, quello sul quale la Soprintendenza ha concentrato le sue forze spiega la guida L'area vincolata è però di 17 ettari e con le risorse attualmente disponibili è stato possibile solo fare delle indagini a macchia di leopardo, sono stati trovati tassellini qua e là che ci permettono di capire che si trattava di una città organizzata, con strade, case, canalizzazioni ortogonali fra loro e una maglia centuriate». Il lavoro da fare è ancora molto lungo, ma nel frattempo quello che gli archeologici sono riusciti a recuperare è visibile. Oggi si vedono le fondamenta dell'abitazione, si riconoscono le opere murarie realizzate con ciottoli provenienti, forse, dei vicini fiumi Bisenzio e Marinella, e si comprende la divisione interna degli spazi. L'esperta ha mostrato da un punto di osservazione sopraelevato gli scavi e ha proceduto nell'analisi dei vani della domus. Tutto ruotava intorno al cortile centrale in cui sorgeva un pozzo, adiacente un porticato coperto con tegole su cui si aprivano le stanze: le cucine e le dispense a sinistra; la zona del triclinium per la convivialità a nord; ambienti privati a destra; l'ingresso, davanti alla strada dove, forse, esistevano delle botteghe. In un angolo della struttura sembra che esistesse anche una rampa di scale e questo fa ipotizzare l'esistenza di un piano rialzato. Grazie agli oggetti trovati, spesso solo in frammenti, è stato possibile ricostruire le funzioni dell'abitazione e comprenderne meglio la sua organizzazione. «E' stata una fortuna trovare questo sito ammette l'archeologa Pagnini E' ricchissimo di informazioni e reperti, per questo pensiamo che i proprietari fossero persone agiate. Non sappiamo il reale motivo, ma alla fine del quinto secolo avanti Cristo quest'area venne abbandonata». I bambini hanno seguito con attenzione tutta la spiegazione. Ben trentacinque istituti del territorio, la maggior parte elementari e medie, hanno scelto di partecipare ai dodici appuntamenti organizzati per far conoscere alla cittadinanza il "museo che non c'è" di Gonfienti. Nella mattina di sabato sono intervenuti una ventina di alunni delle scuole di Pizzidimonte, delle Dalla Chiesa, delle Rodari, delle Gandhi, curiosi di scoprire, con le loro famiglie, qualche informazione sui nostri antenati Etruschi. Alla fine, la soddisfazione è stata tanta. «Non pensavo ci fossero queste cose in un posto così vicino a Prato ha commentato Vanessa che frequenta la quinta elementare alle Dalla Chiesa Mi è piaciuto tutto». Per Giulio delle scuole Rodari e per Anna di Pizzidimonte la cosa più interessante della visita fatta dalla guida è stata l'illustrazione della struttura della casa: «Mi è piaciuta la spiegazione della cucina e delle stanze interne», ha detto la bambina, «Mi ha colpito la struttura della casa antica», ha invece chiarito Giulio. Siamo solo all'inizio, chissà quanto altro nasconde la città etrusca di Gonfienti. Già le prime scoperte sono occasione di grande attenzione e di interesse per la cittadinanza.
PRATO - Gli etruschi a due passi da casa le scuole in visita a Gonfienti
Il sito archeologico di Gonfienti, in Toscana, ha ricevuto una grande partecipazione di bambini e famiglie durante le visite guidate promosse dall'assessorato alla cultura del Comune di Prato e dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana. L'archeologa Lucia Pagnini ha guidato le visite spiegando la storia e la struttura della grande domus etrusca, che ha un'estensione di 1400 metri quadrati. I bambini hanno seguito con attenzione la spiegazione e hanno apprezzato la visita, che ha permesso di scoprire la storia e la cultura degli Etruschi. Le visite sono state organizzate per 12 appuntamenti e hanno coinvolto 35 istituti scolastici del territorio.
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