La filiera del maiale in esposizione con touch screen. Costo di 300mila euro. Sei mesi nelle cantine di Vincenzo Gonzaga, poi la collocazione definitiva MANTOVA. Per il maiale, star della mantovanità agricola e conviviale, collocazione più nobile non poteva esserci: dentro al perimetro della reggia che fu il cuore della Mantova a vocazione internazionale dell'età rinascimentale. L'accordo tra Regione, Camera di Commercio e Soprintendenza per i beni storici e artistici sarà firmato nei prossimi giorni: le cantine di Vincenzo Gonzaga ospiteranno da maggio al 31 ottobre un museo multimediale sul suino. E se il veicolo è quello di Expo 2015 (che ha come tema l'agroalimentare), l'ambizione è di costruire un contenitore che resterà al Ducale solo per il periodo dell'esposizione universale ma che poi sarà trasferibile altrove (il Mamu e il polo fieristico della Millenaria di Gonzaga sono due ipotesi). Schermi touch screen, interattività e multimedialità con fini didattici: sarà un maiale ad alta tecnologia quello che lascerà idealmente le campagne per accomodarsi a palazzo Ducale, proprio di fronte alla basilica di Santa Barbara in uno spazio che, in passato, era già stato prestato a varie manifestazione (fiere dei salumi, spettacoli teatrali, intrattenimento per i bambini). A disposizione c'è un'area di circa settecento metri quadrati, anche se resta da capire se servirà allargarsi su tutta la superficie delle cantine. Tra le decine circolate negli ultimi mesi in vista di Expo 2015, il progetto è l'unico ad essere certo del finanziamento regionale perché non ha avuto bisogno di candidarsi ai bandi a cui partecipano enti locali ed associazioni: i soldi arriveranno, con un contributo del 50 ciascuno, dalla Camera di commercio e dalla direzione generale dell'assessorato regionale all'agricoltura, che ha a disposizione un tesoretto da investire sul territorio a propria discrezione. I fondi arrivano con un vincolo: il progetto deve essere permanente e non limitarsi al semestre di Expo e di qui, dunque, l'ideazione di un museo del maiale trasferibile all'indomani della chiusura dell'esposizione universale. La spesa prevista per gli enti pubblici è di 300mila euro, divisi a metà tra via Calvi e la Regione. Poi ci sarà uno sponsorizzazione di alcune migliaia di euro coperta da Confagricoltura Mantova. Al lavoro c'è anche l'università Cattolica con il professor Gabriele Canali, direttore del Centro ricerche sulle filiere suinicole: un contributo, il suo, pensato per dare spessore accademico alla mostra. Per i dettagli dunque è ancora presto, ma l'impianto è definito. Il percorso risalirà tutta la filiera suinicola così come si snoda nell'agricoltura e nell'industria mantovane, dall'allevamento alla macellazione fino alla trasformazione. Un occhio di riguardo per i più piccoli, per una mostra che oltre a badare all'intrattenimento e all'approfondimento avrà un taglio didattico: immaginate un bambino che si avvicina ad uno schermo touch-screen, tocca con un dito la coscia del maiale e da lì vede partire un video che spiega come, da lì, si arrivi al prosciutto che finisce in tavola. I promotori stanno anche lavorando alla creazione di una stanza dove riprodurre una simulazione tridimensionale del processo di trasformazione: l'investimento sarebbe di poche migliaia di euro e garantirebbe un salto di qualità all'evento. E potrebbe anche esserci spazio per un angolo riservato a suini extra-muros: contatti avviati per ospitare una piccola vetrina dedicata alla norcineria toscana.