Di grande suggestione le aree occupate dalle capanne di cui si possono intuire le dimensioni e la struttura dai buchi di palo scavati nella roccia. Presente anche un santuario Sono in fase di progettazione gli eventi per la valorizzazione dell'area di Castelluccio. Situato nel cuore del territorio netino, il sito rappresenta una delle testimonianze più significative dell'età del bronzo in Sicilia. Conosciuto dagli studiosi di tutto il mondo, su cui cresce sempre più l'attenzione grazie al lavoro del volontariato e della Casa di reclusione di Noto, il sito fu esplorato dall'archeologo Paolo Orsi alla fine dell'ottocento ed è diventato il sito eponimo dell'omonima cultura. A circa cinquecento metri di altezza lungo la valle del fiume Tellaro si apre la cosiddetta Cava della Signora lungo le cui pareti l'archeologo rinvenne circa duecento tombe dalla forma cosiddetta a forno o a grotticella artificiale. Il sito fu abitato dal 2200 a. C. al 1400 a. C.. Molte tombe furono ritrovate ancora chiuse e in tre di esse furono rinvenuti i portelli di chiusura con motivi spiraliformi fra le sculture più antiche della Sicilia custoditi al museo archeologicO regionale Paolo Orsi di Siracusa. Uno di questi portelli, a cui è intrinsecamente legata l'immagine di Castelluccio è stato addirittura inviato in Cina per rappresentare l'Italia, il sito associa il fascino di un sito naturalistico incontaminato a quello della storia che traspare dalle tombe scavate sul bianco calcare degli Iblei fra cui troneggia la cosiddetta tomba del Principe, il cui prospetto presenta dei pilastri che le conferiscono un aspetto monumentale. Di grande capacità evocativa sono anche le aree occupate dalle capanne di cui si possono intuire le dimensioni e la struttura dai buchi di palo scavati nella roccia. Di particolare fascino è una grande capanna, forse un santuario che si affaccia sulla vallata del Tellaro. Fra gli oggetti più significativi di questo sito gli ossi a globuli: ossi di capra lavorati finemente per realizzare oggetti il cui uso non è chiaro. Negli ultimi anni Castelluccio è tornato a risplendere grazie al lavoro di un gruppo di giovani volontari dell'associazione "Escursioni Iblee" di Noto, che ha avviato diverse campagne di pulitura dai rovi della cava e la sistemazione di alcuni sentieri. I volontari da due anni sono affiancati da alcuni carcerati della Casa di reclusione di Noto, che due volte l'anno escono appositamente per restituire questa area di altissima rilevanza culturale alla fruizione. «Abbiamo avuto grande soddisfazione- dichiara Sebastiano Adernò presidente dell'associazione Escursioni Iblee - il nostro lavoro pluriennale, realizzato con l'insostituibile contributo della Casa di reclusione di Noto, è stato molto apprezzato e continua ad avere riscontri per l'incremento significativo dei visitatori. Ne è valsa la pena». Sono numerose le scolaresche ed i gruppi di turisti che da tutta la Sicilia e non solo, si recano a visitare la zona archeologica rimanendo sempre affascinati da questo luogo incantato tra le vallate degli Iblei, tra paesaggi e profumi indescrivibili. «Una delle strategie vincenti messe in atto dalla nostra associazione - ha puntualizzato il vice presidente del sodalizio Alfonso La Pira-è quella di arricchire le visite al sito con attività di archeologia sperimentale. Continuano ad avere grande successo i laboratori sulla tecnologia degli uomini preistorici, grazie ai quali è possibile per piccoli e grandi sperimentare le tecnologie di uso quotidiano che rendevano possibile la vita degli uomini con risorse diverse da quelle attuali». L'associazione Escursioni Iblee si è anche cimentata nella ricostruzione di alcune capanne preistoriche della tipologia di Castelluccio. Carmen Orvieto 03112014
SICILIA - Castelluccio, le 200 tombe nella "Cava della Signora"
Castelluccio è un sito archeologico situato nel cuore del territorio netino, in Sicilia. È un importante testimonianza dell'età del bronzo in Sicilia e rappresenta una delle culture più significative dell'epoca. Il sito fu abitato dal 2200 a.C. al 1400 a.C. e presenta diverse strutture, tra cui capanne e tombe. Le tombe sono state scavate sul calcare degli Iblei e presentano motivi spiraliformi. Uno dei portelli di chiusura delle tombe è stato inviato in Cina per rappresentare l'Italia. Il sito è anche noto per le aree occupate dalle capanne, che presentano buchi di palo scavati nella roccia.
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