Altro che sicuro "dagli all'untore" da parte di "archeologi onanisti", morbosamente attaccati al cadavere del Colosseo, come preconizzato da Vittorio Sgarbi sulle colonne del Giornale. L'aria è cambiata e più che un diffuso "sadismo archeologico" sembra spirare un certo renzismo archeologico, se è vero che il tweet di Dario Franceschini con il quale il ministro dei Beni culturali ha rilanciato la proposta dell'archeologo Daniele Manacorda di piazzare una pedana sopra i labirinti dell'anfiteatro Flavio per consentire spettacoli e rappresentazioni è stata accolta da un profluvio di consensi. "Basta un po' di coraggio", ha cinguettato il ministro domenica, postando la foto di una bella spianata così appariva prima degli scavi otto-novecenteschi con tanto di croce al centro. Poche ore e si scatena un coro celebrativo tale da spiazzare lo stesso professore Manacorda ("La mia idea non ha nulla di eccezionale", dichiara all'Ansa). Nel quale, a colpire, è proprio l'omogeneità delle dichiarazioni: più che note tecniche, soprattutto accuse contro i gufi dell'archeologia e inni all'audacia della proposta. "Basta con i feticismi, è un'idea coraggiosa che punta a rendere il Colosseo più comprensibile e fruibile", dichiara Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibact, augurandosi il ripristino dell'arena per ospitare "concerti, magari a gare di lotta greco-romana". "Guerre ideologiche preconcette non aiutano la crescita della cultura: servono idee e coraggio", aggiunge l'assessora alla cultura di Roma Giovanna Marinelli, rassicurata dagli interventi favorevoli di Volpe e di Adriano La Regina, ex Soprintendente delle antichità di Roma. Ringraziamenti immediati al ministro arrivano anche della Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma e dall'Associazione Nazionale Archeologi. Ma qual era la proposta al centro dell'invettiva del professore di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica all'Università di Roma Tre contro l'"archeologia necrofila" che lascerebbe il Colosseo con le viscere aperte, "come un Grande Ignudo"? Tutto nasce, ebbene sì, da un poster dell'ufficio del turismo tunisino, che sponsorizzava una visita all'anfiteatro di El Jem piazzandoci all'interno, con un fotomontaggio, un bel campo da golf verde brillante. La bucolica visione ricorda a Manacorda, per contrasto, "l'intrico inquietante di muri scoperchiati al sole" dell'interno del Colosseo. Di qui l'idea, riportata in un articolo sulla rivista mensile Archeo uscita a luglio: restituire al Colosseo la sua arena, magari inaugurandola "con un incontro di judo o di lotta greco-romana, o forse con un coro di bambini, o forse con una recita di poesie, o con un volo di aquiloni". E perché, anche, non il "golf", visto che "lo spazio non mancherebbe"? Già, perché non farlo? Lo spiega, con poche e concise parole, la voce autorevole di Salvatore Settis. "Questa idea, sorella gemella dell'iniziativa presa da Bondi, quando, nel momento in cui il ministero agonizzava, comprò un (falso) crocifisso di Michelangelo, conferma il grande gioco a ribasso dei beni culturali, dal quale speravo che Franceschini si fosse tirato fuori. Il problema del nostro paese non sono i punti culminanti i Bronzi di Riace, Pompei, Caravaggio ma la tessitura, la presenza capillare, come gli scavi dell'Abruzzo o della Sardegna: le piccole cose che stanno andando in malora. Viviamo nell'ossessione del poco perché stiamo abbandonando il molto: ma ignorare la pianura per guardare solo le vette è un errore politico e culturale. Ma soprattutto: noi mettiamo la pedana all'interno del Colosseo e nessuno può occuparsi dell'intero sito, perché non si assume più nessuno cosa facciamo? E perché, mentre dovremmo rilanciare un piano nazionale di salvaguardia del paesaggio, in un momento drammatico per la tutela del patrimonio culturale, lo Sblocca Italia contiene una serie di norme devastanti che vanno in direzione contraria, sulla quale non c'è stata un'opposizione sufficiente del ministero?".
CARO FRANCESCHINI - Bene, bravo, bis. Ma i soldi chi li mette sul Colosseo?
Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha rilanciato la proposta di Daniele Manacorda di piazzare una pedana sopra i labirinti dell'anfiteatro Flavio del Colosseo per consentire spettacoli e rappresentazioni. La proposta è stata accolta da un profluvio di consensi, anche da parte di Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici del Mibact, e di Adriano La Regina, ex Soprintendente delle antichità di Roma. Tuttavia, l'archeologo Daniele Manacorda ha criticato la proposta, affermando che è un "sadismo archeologico" e che non è un'idea eccezionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo