IERI i turisti in visita nell'Isola e i siciliani che hanno fatto una gita fuori porta per andare a vedere il Satiro a Mazara del Vallo o la Venere di Morgantina ad Aidone, affrontando strade tortuose pur di ammirare due gioielli unici al mondo, sono rimasti delusi. Tanta fatica per nulla. In entrambi i musei, un cartello affisso all'ingresso: ad Aidone c'era scritto "Chiuso per riposo festività Ognissanti", a Mazara "Chiuso per disinfestazione". Se un amante delle opere d'arte si è alzato un po' tardi e dopo pranzo ha provato a vedere "l'Annunciata" di Antonello da Messina all'Abatellis, si è trovato davanti il portone sbarrato. Sono tre istantanee del grande album dei musei negati di Sicilia, dei capolavori che il mondo invidia all'Isola e che vengono resi fruibili a singhiozzo, senza alcuna certezza sugli orari e comunque mai con continuità nei fine settimana. Per carità, questa mattina tutti questi tre siti di Aidone, Mazara del Vallo e Palermo saranno aperti, ma solo fino alle 13. Poco, pochissimo considerando l'esercito dei 1.545 tra custodi e addetti a libro paga della Regione. Solo per fare un esempio, il Polo museale fiorentino, che al suo interno ha gli Uffizi e l'Accademia dove è custodito il David di Michelangelo, con 380 custodi garantisce l'apertura in tutti i fine settimana fino alle 18 e il venerdì anche la sera. A Palermo nei vari siti i dipendenti sono 415, ma spesso il sabato pomeriggio, e sempre la domenica dopo le 13, nessuno è aperto. Nessuno. Così, mentre la Regione spende 64 milioni di euro per pagare i custodi, ne incassa appena 14. Un paradosso che spiega meglio di altri la grande occasione mancata dei beni culturali siciliani, in perenne attesa di una riforma che non arriva mai. Anzi, dall'insediamento del governo Crocetta il settore è alla paralisi tra un cambio di assessore e un altro (tre, Antonino Zichichi, Mariarita Sgarlata e Giusi Furnari, e adesso è in arrivo il quarto in appena due anni). Risultato? Nessun accordo sindacale con i custodi per garantire l'apertura nei festivi fino a dicembre, azioni intraprese da alcuni assessori, come la Sgarlata che aveva avviato accordi con i volontari per migliorare lo stato dei musei, e dimenticate da chi è arrivato dopo. Ancora, programmazioni su programmazioni di iniziative che rimangono sulla carta: i musei non solo non garantiscono una piena apertura nei fine settimare na, ma in questi anni non hanno organizzato un solo, dicasi uno, evento per attirare visitatori. «Ho scritto una lettera a tutti i dirigenti dei siti chiedendo loro progetti e proposte per allargare la fruizione dei beni, nessuno ci ha risposto», dice il dirigente generale dei Beni culturali, Rino Giglione, che spera di firmare con i sindacati un accordo per garanti- l'apertura nei festivi. E annuncia: «Dal prossimo anno cambio tutto dice gli addetti ai lavori, dai custodi ai dirigenti, devono capire che occorre cambiare passo e che alcune scelte, che andavano bene per il passato, adesso devono essere riviste». Intenzioni, annunci. Al momento il quadro è sconfortante. All'Abatellis, come detto, nel fine settimana l'apertura è garantita soltanto fino alle 13, nonostante i 35 dipendenti. Tutto il mondo conosce "l'Annunciata" di Antonello da Messina e la Regione non riesce a garantirne la visione nei pomeriggi del fine settimana. Proprio quando si registra il maggior afflusso di visitatori: il 40 per cento degli incassi nei siti siciliani arriva dal venerdì alla domenica. Ad Aidone, nel museo che ospita la Dea di Morgantina, già difficile da raggiungere, l'apertura è garantita nei festivi. Ma solo per metà giornata. E da fine novembre, senza nuovi accordi sindacali, il sito chiuderà la domenica e nei giorni in rosso nel calendario. Nel frattempo registra sempre meno visitatori: secondo i dati pubblicati sul sito della Regione, dai 20 mila in- gressi del primo semestre del 2013 si è passati ai 14 mila dello stesso periodo di quest'anno. «A noi non risultano queste cifre, anzi secondo i nostri dati c'è un incremento di 10 mila visitatori», dice la dirigente Laura Maniscalco. In ogni caso si tratta di numeri irrisori rispetto ai 400 mila visitatori registrati nel 2010 nella sala della Dea al Getty Museum di Malibu, negli Usa. D'altronde il sito di Aidone non è collegato ad alcun circuito culturale, nonostante a due passi ci sia una delle aree archeologiche più interessanti della Sicilia: quella di Morgantina, con i suoi resti di insediamenti siculi, greci e romani portati alla luce dall'Università di Princeton nel 1955. Forse gli americani avrebbero valorizzato meglio questo sito ricco di storia. Ieri l'area era chiusa, oggi sarà aperto ma solo il pomeriggio, dalle 14 alle 18. Altro grande museo, che sul fronte dei reperti archeologici non ha nulla da invidiare ai migliori siti del mondo, è quello di Agrigento. Da ieri sino a fine anno chiuderà tutte le domeniche e nei giorni di festa, e sarà impossibile vedere il colossale Telamone dell'Olympeion o l'Efebo. Nonostante i 47 addetti che costano 1,9 milioni di euro in stipendi, a fronte di un incasso che nel primo semestre di quest'anno è stato di appena 67 mila euro. Spostandosi in un altro sito gioiello della Sicilia, quello di Segesta, anche qui si registra la chiusura domenicale nel pomeriggio. Ma se questo, tutto sommato, può essere un problema relativo, considerando che d'inverno fa buio prima e sarebbe difficile una fruizione notturna del sito, è singolare che un altro museo ricco di reperti preziosissimi, come il Paolo Orsi di Siracusa, chiuda nei festivi il pomeriggio e ieri abbia sbarrato il portone per tutta la giornata. Per molti è stato impossibile ammirare la Venere Landolina. Ma almeno il Paolo Orsi sarà aperto la domenica mattina da qui a fine anno? «Speriamo, al momento non lo sappiamo», dicono dal centralino del museo. Quando si parla dei beni culturali di Sicilia, nulla è certo.
SICILIA - Weekend senza musei ecco i capolavori che i turisti non vedono
I musei siciliani sono chiusi nei fine settimana e nei festivi, a causa di un accordo sindacale che non è stato raggiunto. La Regione spende 64 milioni di euro per pagare i custodi, ma ne incassa solo 14. I dipendenti dei musei sono 1.545, ma spesso il sabato pomeriggio e la domenica dopo le 13, nessuno è aperto. I visitatori sono pochi, solo 14 mila ingressi nel primo semestre del 2023, rispetto ai 20 mila del 2013. I musei non garantiscono una piena apertura nei fine settimana, e in questi anni non hanno organizzato un solo evento per attirare visitatori. La Regione ha annunciato di cambiare tutto, ma non si sa cosa succederà.
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