LA LENTEZZA della burocrazia e l'effervescenza dei privati che rianima i palermitani. "Una marina di libri", "Le vie dei tesori", la mostra "Di là del faro. Paesaggi e pittori siciliani dell'Ottocento" a Villa Zito con 3.546 visitatori in 23 giorni. Ma anche la rassegna "Sicilia Queer Filmfest", gli eventi organizzati dalle librerie grandi e piccole da Feltrinelli a Modusvivendi quelli del Goethe Institut, del Cervantes e del Centro culturale francese. E, ancora, le presentazioni di libri organizzate da Booq, la biblioteca nata alla Kalsa in uno spazio occupato che il Comune aveva abbandonato. «No, la città non è morta», dice Ottavio Navarra, l'editore che ha appena inaugurato 200 metri quadri in via Maletto, nel cuore del centro storico. Un nuovo spazio che non sarà soltanto la sede della casa editrice ma contando su un fitto calendario di eventi punta a diventare un luogo della città. Navarra, tra gli organizzatori di "Una marina di libri", sottolinea che agli eventi organizzati dal 6 all'8 giugno alla Galleria d'arte moderna hanno partecipato 15 mila persone. A lavorare dietro le quinte c'erano venti volontari, al Museo del Satiro di Mazara del Vallo gli addetti sono 25. «Abbiamo un budget di 15 mila euro, facendo due conti l'evento è costato un euro a persona », dice l'editore. Che invita l'amministrazione a ripensare il suo ruolo: «Non ci sono soldi? Allora può coordinare i privati, gestendo il calendario degli appuntamenti e promuovendoli nel circuito turistico. O può cominciare a rendere fruibili gli spazi abbandonati». Spazi come Booq. «È stato incredibile assistere alla presentazione del libro di Nicola Lagioia insieme con cento persone tra le quali c'erano storici intellettuali della città ma anche i ragazzi del quartiere», dice Antonio Sellerio, che guida la casa editrice anima di "Una marina di libri". «Palermo non è morta ma non è neppure del tutto viva dice Sellerio ed è normale perché il pubblico va abituato. Si dice che l'appetito vien mangiando, no? Dopo "Una marina di libri" c'era tanta gente che aveva voglia di nuove proposte. Le amministrazioni avrebbero dovuto agganciarsi a quell'entusiasmo». E invece arrancano. Se il Teatro Biondo diretto da Roberto Alajmo vince la sfida degli abbonati superando quota 6 mila 3 mila in più dell'anno scorso, 4.500 in più rispetto a due anni fa il Comune ha provato a fare un passo con la rassegna curata da Giuseppe Marsala "I Cantieri del contemporaneo" musica, teatro, danza ai Cantieri culturali della Zisa che si chiude a dicembre. Il cinema all'aperto "Sotto le stelle della Zisa", dal 23 luglio al 10 agosto, ha richiamato ben 500 persone a sera. Ma spiccare il volo è impossibile quando si è ancorati al suolo dalle catene: dopo il successo, adesso la Sala De Seta è fuori uso da un mese. «Chiediamo ogni giorno quanto tempo ci vorrà per riparare il proiettore dice Andrea Inzerillo, direttore artistico del Queer la verità è che il Comune deve decidere cosa vuole fare dei Cantieri. Non può continuare a contare su un singolo, per quanto bravo come Giuseppe Marsala, deve creare una struttura. La risposta della gente c'è, sono le istituzioni in ritardo». Palermo ha fame di eventi. Il successo delle "Vie dei tesori" quattro weekend alla scoperta delle bellezze dimenticate, ideati da tre associazioni non-profit in accordo con l'Università e con la collaborazione di oltre 60 tra istituzioni e associazioni ha sorpreso gli stessi organizzatori, che non si aspettavano code di ore e resse tali da spedire persino una guida turistica in ospedale. La manifestazione, curata da Laura Anello, è costata 110 mila euro, tutti finanziati dal pubblico che ha pagato un piccolo contributo per visitare cripte e chiese, aperte grazie all'esercito di persone che lavorano gratis al progetto. Monumenti, ma anche musei: la mostra organizzata dalla Fondazione Sicilia a Villa Zito è da record, con più di 3.500 visitatori in soli venti giorni. Alla Galleria d'arte moderna 20.800 ingressi da gennaio la media è di poco più di 2 mila visitatori al mese. Certo, la scommessa della Fondazione guidata da Gianni Puglisi che due anni fa ha restituito alla città pure il Palazzo Branciforte di Gae Aulenti è quella dell'ingresso gratuito alla mostra. E la cultura non sempre può essere gratis, non per tutti. Le piccole librerie, che pure lottano, soffrono: «La gente partecipa agli eventi ma di libri se ne vendono pochi», dice Fabrizio Piazza, responsabile vendite di Modusvivendi, la libreria di via Quintino Sella che organizza eventi affollatissimi e porta gli autori nelle scuole (a novembre toccherà a Piero Dorfles). Una crisi dei consumi, quelli culturali in testa, con la quale fa i conti pure la direttrice della Feltrinelli, Lia Vicari, che crede però nel risveglio di Palermo. «Gli abbonamenti ai teatri sono in crescita dice e, pur se di meno, i libri continuano a vendersi. Quando vedo i ragazzi che vengono da noi, anche solo per passare un po' di tempo, mi sento ottimista: Palermo è viva».