Tra i residenti, qualcuno la chiama «bocciofila», altri un viale composto da «tre strisce». Il nuovo aspetto di piazza sant'Ambrogio divide i milanesi. Certo più frequentata, finalmente libera da cantieri dopo otto anni, silenziosa, ma esteticamente «un'occasione perduta». Ma il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli difende il risultato: «Parcheggio e rampe sono stati ridotti al minimo». «Se mi piace la bocciofila? Sì, certo, se penso a quello che c'era prima dico anch'io che piuttosto che niente è meglio piuttosto, però quella graniglia lungo il vialetto centrale... ma lo sa quanta gente crede che sia una soluzione provvisoria, in attesa di sistemazione? Perché così sembra davvero un grande campo di bocce...». L'immobiliarista Roberto Losito ha la battuta facile. E per esprimere il suo parere sul nuovo volto di piazza sant'Ambrogio, che si apre proprio sotto le sue finestre di casa, fa abbondante ricorso all'ironia: «Io capisco che si tratta di interventi sofferti, che c'erano di mezzo comitati di cittadini, parcheggi da realizzare, il retroterra storico con il "vialone di sant'Ambrogio" e mille altri vincoli: ma credo anche che una piazza con una chiesa del 1200 avrebbe meritato qualcosa di diverso. Guardate piazza Tommaseo, mi sembra che il risultato sia un po' diverso, no?». Ma nonostante «l'occasione sprecata», anche secondo Losito qualcosa da salvare c'è: «Sì, ora è uno spazio più vivibile, molto frequentata... Ma comunque poteva essere un po' meno bocciofila!». Dopo otto anni di cantiere, dopo un dibattito durato almeno tre lustri, da metà luglio quando sono state rimosse le ultime transenne il nuovo assetto di piazza sant'Ambrogio è ancora argomento di discussioni e bersaglio di perplessità. Soprattutto da parte dei (comunque fortunati ) residenti. Come Cini Boeri, che tra l'altro vanta una lunga esperienza da architetto. Mentre commenta lo scenario che si apre sotto il suo sguardo (critico), si sentono in sottofondo le campane della basilica, che in assenza del rumore del traffico risuonano molto più nitidamente di un tempo: «Insomma, non posso proprio dire che siamo di fronte a un recupero riuscito al meglio. D'altra parte c'erano di mezzo le esigenze dei costruttori premette e il risultato è che la chiesa non è proprio valorizzata. Poi ci sono quelle tre lunghe strisce che non mi convincono». Ma anche secondo l'architetto Cini Boeri c'è un elemento positivo: «Le panchine fanno sì che la gente si sia riappropriata di questa piazza, la vive, ed è bello vedere che le persone hanno uno spazio per incontrarsi». Insomma, da parte dei residenti (in questo caso anche addetti ai lavori) gli elementi critici e gli aspetti gradevoli della nuova piazza sant'Ambrogio sembrano molto chiari. Ma il soprintendente ai beni architettonici Alberto Artioli è soddisfatto del risultato: «Al di là di un paio di elementi invasivi, la piazza mi pare proprio riordinata. Il parcheggio stato relegato su un lato, la piazzetta di fronte alla basilica è recuperata egregiamente dopo che per anni era stata ridotta a parcheggio, la socialità ne ha guadagnato e anche sotto il profilo architettonico il risultato è più che dignitoso, compreso il recupero di materiali storici». Artioli si ferma un momento e poi prosegue: Certo, io ho seguito lo sviullpo del progetto, quindi il mio giudizio può essere considerato di parte, però i due elementi di rischio, le rampe del parcheggio e il volume delle scale di accesso, alla fine sono stati veramente ridotti al minimo». Anche lo storico dell'arte ed ex soprintendente di Brera Carlo Bertelli difende, sia pure con qualche cautela, l'intervento di recupero: «Avevo visto rendering allarmanti e mi ero battuto contro il parcheggio ricorda ma devo dire che la sistemazione finale mi sembra corretta». Insomma, la nuova piazza sant'Ambrogio le piace? «Piacere, forse, è un po' troppo, diciamo che con un parcheggio di mezzo poteva finire molto peggio».