Franceschini fa sua una proposta dell'archeologo Manacorda. Piazzale pavimentato e sotterranei visitabili Carandini: renderebbe più facile capire come funzionava. Settis: irragionevole, si pensa all'intrattenimento Il commento positivo più ironico, sempre via Twitter, è dell'archeologo Andrea Carandini, presidente del Fai ed ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali: «Se fossi giovane, bello e forte mi presterei sicuramente come gladiatore». Piace a molti la proposta lanciata ieri proprio via Twitter dal ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, di restituire al Colosseo la sua arena («basta un po' di coraggio»). È l'aperto sostegno a un progetto esposto tempo fa su Archeo da Daniele Manacorda, professore di Metodologia e tecnica della ricerca archeologica a Roma Tre. Manacorda propone di ripristinare con un plateatico (una sorta di piazzale pavimentato) l'arena del Colosseo così come era fino al secolo scorso prima degli scavi, ricoprendo «i corridoi in cui si muovevano gli inservienti, le celle che ospitavano le belve prima degli spettacoli, i passaggi che permettevano di sollevare le macchine di scena». Si chiede Manacorda: «Perché i sotterranei del Colosseo stanno a pancia all'aria sotto il sole e non sono tornati lì dove dovevano stare?». Colpa «di un modo di concepire l'intervento sui monumenti e le stratificazioni antiche come un'insana esposizione delle cose morte». Secondo lo studioso, con la ricopertura si ridarebbe vita ai sotterranei, permettendone la visita e organizzandoli in spazi fruibili, e all'arena, «luogo in cui dall'intorno si osserva quel che accade al centro». Carandini va ben al di là della prima battuta e propone una sua analisi: «Un'ottima idea. Ciò che vediamo oggi è una laparatomia del Colosseo, come se alla Scala vedessimo i macchinari, non le scene. Ripristinando l'arena, le visite dei sotterranei permetterebbero di comprendere le macchine spettacolari del tempo. E magari perché no con tutte le attenzioni del caso lo spazio dell'arena potrebbe tornare a ospitare spettacoli. E comunque sarebbe bello creare contemporaneamente, nell'anello superiore del monumento, il museo del Colosseo, luogo dove si possa spiegare il funzionamento dell'Anfiteatro. Strumento che oggi manca completamente». Due no dal professor Salvatore Settis («non credo proprio che l'eventuale restituzione dell'arena del Colosseo sia una priorità ragionevole, anche perché dettata da un'ipotesi di riuso per forme varie di intrattenimento») e dallo storico dell'arte Tomaso Montanari («idea povera culturalmente, banale e banalizzante, che confonde conoscenza e intrattenimento»). Ed ecco i tanti altri sì. Adriano La Regina, per ventotto anni soprintendente archeologico di Roma: «Non è una questione di coraggio, ma di spesa. Dunque se c'è una disponibilità va benissimo. È una cosa fattibile e anche utile». Il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, Giuliano Volpe, archeologo e rettore dell'Università di Foggia: «Una proposta che si contrappone a un certo feticismo diffuso che impedisce di rendere i monumenti e i siti comprensibili ai visitatori». Salvo Barrano, presidente dell'Associazione nazionale archeologi: «Nessuno scandalo. È una buona intuizione da parte di un buon archeologo».
Il tweet del ministro: un'arena al Colosseo
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, ha lanciato una proposta di restituire l'arena del Colosseo al suo stato originale, come proposto dall'archeologo Daniele Manacorda. Manacorda propone di ripristinare l'arena con un piazzale pavimentato e di rendere i sotterranei visitabili. L'archeologo Andrea Carandini ha espresso un apprezzamento per la proposta, sottolineando che la visita ai sotterranei è difficile attualmente a causa della loro esposizione all'aria aperta. Il professor Salvatore Settis ha espresso una critica alla proposta, considerandola irragionevole e dettata dall'ipotesi di riuso per forme varie di intrattenimento.
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