La questione posta dal Corriere di Bologna sulla Cineteca merita una riflessione. Non si tratta solo di risorse. Ma dell'idea che abbiamo, oggi, della cultura. Per Marshall McLuhan, quello del «villaggio globale», come ci ricorda Renato Barilli, l'epoca moderna sarebbe legata all'invenzione della stampa a caratteri mobili: la «galassia Gutenberg». Quella contemporanea alle scoperte di Guglielmo Marconi: la «galassia Marconi». Oggi è l'anniversario dell'uccisione di Pasolini. Nato qui 92 anni fa, qui concluse gli studi liceali, per iscriversi a Lettere, dove, tra l'altro, seguì le lezioni di Roberto Longhi. Si potrebbe dire che, per Pasolini, il cinema sia stata una forma di pittura con altri mezzi. Nei suoi film citazioni che vanno da Giotto a Masaccio. Tra Marconi e Pasolini, tra spirito dell'era elettronica e cultura delle immagini, durante il Novecento, qui, è successo qualcosa. Sono cresciute esperienze e figure. Penso a Renzo Renzi, a cui è intitolata la biblioteca della Cineteca. Non solo. Uno dei caratteri di Bologna risiede nel fatto che una tale prospettiva non sia sfuggita alla sensibilità dell'ente locale, che anzi l'ha incoraggiata. La Cineteca è questo. Una storia che ha avuto un suo momento decisivo, nel 1962, con la costituzione, sotto Renato Zangheri, della commissione Cinema del Comune. Grazie a un gruppo che si raccolse intorno a Pietro Bonfiglioli. Non è un caso che la Cineteca sia stata una delle prime realtà, in Italia, a cogliere le novità previste dalla legge 142 del 1990, con l'allora assessore Concetto Pozzati, sotto il segno dell'autonomia. Con presidenti come Giuseppe Bertolucci, Carlo Mazzacurati, Marco Bellocchio. Con direttori come Vittorio Boarini e Gianluca Farinelli. Poi, se allarghiamo l'orizzonte, vediamo dell'altro: dalla Fondazione Marconi a Iperbole, dal Cineca a Lepida. Insieme a profili professionali cresciuti nel campo della produzione cinematografica e tv. Basta pensare a Beppe Caschetto. Per questo la recente legge regionale in materia, promossa dall'assessore Massimo Mezzetti, coglie un'esigenza. Parliamo di superare il policentrismo. Cominciamo a crederci sul serio. Lasciando da parte le ingegnerie istituzionali. Partendo dalle cose concrete. Come la cultura. Le risorse seguiranno il senso delle priorità.
Bologna. Il caso Cineteca e le priorità della cultura
L'articolo discute la questione della Cineteca di Bologna e la sua importanza per la cultura. Il testo ricorda la storia della Cineteca, che è stata fondata nel 1962 e ha avuto un momento decisivo con la costituzione della commissione Cinema del Comune. La Cineteca è stata una delle prime realtà in Italia a cogliere le novità previste dalla legge 142 del 1990. Oggi, la Cineteca è un punto di riferimento per la cultura e la produzione cinematografica e TV. L'articolo sostiene che è necessario superare il policentrismo e creare un senso di unità e priorità nella cultura, lasciando da parte le ingegnerie istituzionali e partendo dalle cose concrete.
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