VERONA. «Proponiamo un metodo opposto a quello seguito finora: creiamo un ente di gestione dell'Arsenale, usiamo attraverso di esso i soldi disponibili e poi, via via, vedremo come andare avanti». Il Movimento 5 Stelle ha incontrato giovedì scorso il vicesindaco Stefano Casali, e gli ha sottoposto un procedimento decisamente nuovo per decidere il futuro dell'ex Arsenale. Un team di architetti (Katia Gasparini, Francesco Previti e Mario Lonardi) e di sociologhi (Margherita Meneghelli), coordinati dal capogruppo comunale, Gianni Benciolini, ha messo a punto la proposta. «Chiediamo spiega Benciolini che il consiglio comunale nomini un apposito Ente di gestione, di cui facciano parte rappresentanti del Comune, esperti del settore ed anche almeno un esperto a livello internazionale. E sarà quell'ente a decidere come usare i soldi disponibili, a partire dagli 11 milioni già nelle casse comunali, con scelte che diano anche un frutto economico, da reinvestire nei progetti futuri. Il Pd sbaglia a voler prevedere tutto: noi proponiamo un iter flessibile, che vada avanti per fasi successive, cominciando così a creare anche possibili ritorni economici. Ma partendo subito, senza perdere altro tempo». Gli obiettivi del M5S, aspramente contrario al project financing presentato dalla Rizzani De Eccher-Contec, sono quelli del mantenimento della proprietà pubblica dell'intera area ed una «riqualificazione funzionale che permetta un sostentamento economico delle attività».
Verona. Arsenale, un ente di gestione per utilizzare i fondi disponibili. La proposta dei grillini con un team di architetti e sociologi
Il Movimento 5 Stelle ha proposto un nuovo metodo per gestire l'Arsenale di Verona. Sono stati nominati un team di architetti e sociologi per creare un ente di gestione, che includerà rappresentanti del Comune, esperti del settore e un esperto internazionale. L'ente sarà responsabile di decidere come utilizzare i soldi disponibili, che ammontano a 11 milioni di euro, e di scegliere progetti che diano frutto economico e possibili ritorni. L'obiettivo è mantenere la proprietà pubblica dell'area e riqualificarla in modo funzionale per sostenere le attività. Il metodo è opposto a quello proposto dalla Rizzani De Eccher-Contec, che prevede un finanziamento del progetto.
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