Sono un fan di Bergamo e ogni volta che torno si rinnova lo stupore per la sostanziale assenza di turismo e iniziative per incentivarlo. Per la verità, in questi anni, con l'Accademia Carrara chiusa, mi era sembrata intelligente la mossa di spostare i suoi quadri in Palazzo della Ragione. Ma immaginate la delusione provata qualche giorno fa, quando ho scoperto che in vista della riapertura della pinacoteca tutti i capolavori erano tornati «a casa» e gli spazi espositivi erano occupati dalla mostra di un pittore d'interesse locale, sconosciuto ai più. Visto poi che l'ingresso è rimasto alle stesse tariffe fissate per i Bellini, i Mantegna, i Moroni, ho rinunciato alla visita e ho investito la cifra in consumazioni ai tavolini di Piazza Vecchia. Dove ho appreso la seconda notizia, peggiore della prima. A gennaio, dopo sette anni di onorata supplenza, con un flusso di pubblico superiore a quello della Carrara, Palazzo della Ragione tornerà a essere uno spazio chiuso al pubblico. Giovanni R. Il turista affezionato e competente getta lo sguardo oltre il fascino e la nascosta bellezza del mondo descritto dai quadri di Alberto Vitali (la mostra in corso) e, dimostrando capacità d'intuizione e lungimiranza degne di un amministratore acuto, solleva una questione che provo a sviluppare. Lui, fruitore appassionato e fedele delle iniziative che dall'apertura del cantiere Carrara si sono susseguite a Palazzo della Ragione, diventato così più che una prestigiosa dependence dell'Accademia una vetrina nobile, un faro di attrazione, una pubblicità permanente della nostra pinacoteca nel punto più frequentato dai turisti, si chiede: quando la Carrara, dopo un restauro interminabile-intollerabile, tornerà ad aprirsi, che ne sarà di Palazzo della Ragione inteso come spazio espositivo speciale? Sarà «congelato» e riportato al ruolo ante 2008, dopo aver fatto da vicario all'Accademia in modo tanto brillante? Peccato. Anche in considerazione della spesa sostenuta, centinaia di migliaia di euro, per il progetto di allestimento espositivo di quegli spazi firmato dai Botta. Peccato, soprattutto perché il Palazzo è diventato parte integrante del percorso circoscritto a Piazza Vecchia-Piazza del Duomo degli appassionati dell'eccellenza, di chi va in Città Alta per le tarsie del Lotto, per Tiepolo e Fantoni. Lo sconcerto con cui Giovanni segnala la questione è aggravato dall'amarezza per le previsioni raccolte. E cioè che, sì, dal 2015 il destino di Palazzo della Ragione è segnato, il suo futuro sarà come il suo passato: dopo aver fatto da stampella dorata alla Carrara verrà sganciato da essa e ognuno per sé. Peccato. Perché invece potrebbe e dovrebbe continuare a essere la porta d'ingresso all'Accademia, l'aperitivo d'arte che ingolosisce e introduce al pasto robusto: due strutture e due ruoli legati, due spazi per una funzione unica e integrata. Anche se fisicamente distanti. Da Piazza Vecchia a via San Tomaso non sono due passi, ma questo è un altro problema che si pone e che andrebbe risolto: quando la rinnovata Accademia dovrà attirare gente (ci si augura non solo scolaresche, come è sempre stato) il nodo del collegamento Città Alta-San Tomaso non potrà più essere ignorato. L'agenda di chi visita Bergamo ha al primo posto Piazza Vecchia, mentre la Carrara è staccata di parecchie posizioni. Come mai? Una delle ragioni della marginalità dell'Accademia nel percorso turistico è anche la scomodità di trasferimento da Città Alta a via San Tommaso: o si va a piedi (piuttosto lunga, specie per gli anziani) o si prendono due-tre autobus (piuttosto scomoda). Così la maggioranza getta la spugna. Ma un Palazzo della Ragione confermato nella sua funzione attuale, e magari potenziato, potrebbe svolgere un'egregia opera d'incentivazione, di spinta a scendere e godere dell'offerta più vasta della Carrara. Possibilmente con il supporto di una navetta a percorso diretto.