«RISPETTO al Piano d'azione firmato a luglio dal commissario europeo Johannes Hahn e dal sottosegretario Graziano Delrio la spesa prevista per dicembre è già stata raggiunta a ottobre. I patti con l'Europa sono stati rispettati, almeno per quest'anno. Se continuiamo così, dovremmo farcela a spendere tutti i fondi per il Grande progetto Pompei». È ottimista Massimo Osanna, soprintendente per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, al rientro dal suo intervento alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum. Un appuntamento dedicato al sito archeologico tra i più visitati al mondo al quale hanno partecipato anche l'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e il direttore Giovanni Nistri. Per l'occasione Osanna annuncia anche l'apertura di 13 nuovi edifici grazie alla presenza di lavoratori Ales addetti alla vigilanza (altri 30 sono stati assegnati all'amministrazione): «Abbiamo aperto tutto il possibile precisa il soprintendente e ora partirà anche il bando per le Regiones quarta, quinta e nona». In due anni di vita del Grande progetto è stato speso e rendicontato solo il 2 per cento del totale (2,7 milioni su 105). «Ce la faremo, la cosa importante è risolvere i problemi di Pompei» conclude Osanna.