NELLA primavera del 2004 si è tenuta a Bari nella sala Murat e in diverse sedi nel centro storico Gap, una rassegna curata da chi scrive con Antonella Marino e Marilena Di Tursi e in cui erano riuniti ventiquattro giovani artisti pugliesi in gran parte provenienti dalle accademie pugliesi. Allestita con esigue risorse messe a disposizione dell'assessorato comunale alla Cultura, con l'aiuto di alcuni sponsor e la collaborazione dell'Accademia di belle arti di Bari, la mostra suscitò l'interesse di un foltissimo pubblico e consensi critici su organi di stampa ed emittenti televisive locali e nazionali. Il titolo dell'iniziativa Gap, appunto era al tempo stesso un acronimo (Giovani artisti pugliesi) e un riferimento al gap che impedisce da sempre ai giovani operanti nel settore delle arti visive al Sud di avere visibilità al di fuori della propria regione. Gap non voleva essere l'ennesima mostra di artisti pugliesi a uso e consumo di un pubblico locale: aveva lo scopo di contribuire a far conoscere al di fuori dei confini della Pugli agli esiti di ricerche spesso di grande interesse, ma condotte in solitudine e senza alcun appoggio da parte delle istituzioni. Le curatrici avevano preteso dall'ente promotore che in occasione della mostra si assegnasse agli artisti più meritevoli un riconoscimento: non un premio in danaro, ma la possibilità di esporre i propri lavori in un museo d'arte contemporanea. Una giuria di cui facevano parte i critici Dede Auregli (Bologna) e Gabi Scardi (Milano), Andrea Bruciati (responsabile della Galleria comunale d'arte contemporanea di Monfalcone) e Angelo Baldas-sarre (collezionista barese noto in ambito internazionale) scelse Francesco Arena e Carlo Schirinzi: il primo aveva collocato una falsa volante della polizia in un vicolo della città vecchia, suscitando la perplessa curiosità dei residenti, e il secondo aveva raccontato in un video paradossalmente proiettato al museo storico, fra cannoni e uniformi militarila giornata di un soldato inetto preoccupato più della propria capigliatura che di imparare l'uso del proprio fucile. Il prossimo 31 maggio Arena e Schirinzi inaugureranno presso lo Spazio aperto della Galleria comunale d'arte moderna di Bologna mostre personali e per l'occasione sarà pubblicato un elegante catalogo. Non ci si può illudere di certo che dopo la mostra alla Gam sarà tutto facile per Francesco e Carlo, che comunque nel frattempo hanno allestito personali, partecipato a collettive e ottenuto riconoscimenti in ambito nazionale. Ma ci si augura che i responsabili delle istituzioni, i galleristi e i collezionisti locali riservino in futuro maggiore attenzione al lavoro dei giovani artisti attivi in Puglia e che qui intendono rimanere, che li sostengano nelle maniere e con i mezzi di cui dispongono, per evitare che stanchi e sfiduciati saltino su un treno e vadano via o peggio ancora che prendano l'arte e la mettano da parte. critico d'arte
Ecco ciò che resta dell 'arte un anno dopo l'evento Gap
Nel 2004, a Bari, si è tenuta una rassegna di arte chiamata Gap, curata da Antonella Marino, Marilena Di Tursi e altri. La mostra ha attirato un pubblico ampio e ha ricevuto consensi critici. Il titolo "Gap" si riferiva al gap tra i giovani artisti pugliesi e il mercato nazionale. Le curatrici hanno chiesto al promotore che gli artisti più meritevoli ricevessero un riconoscimento, non in denaro, ma l'opportunità di esporre i loro lavori in un museo d'arte contemporanea. Una giuria ha selezionato Francesco Arena e Carlo Schirinzi, che hanno presentato opere che hanno suscitato curiosità e interesse.
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