Mussomeli. Due anni fa, con l'inaugurazione del museo ARCHEOLOGICo o antiquarium che dir si voglia, Mussomeli riscoprì con orgoglio l'antico insediamento sicano di Polizzello (frazione di Mussomeli) e si riappropriò delle proprie radici storiche. A quell'incontro intervenne, tra gli altri, anche il prof. Carlo Palermo dell'Università di Catania, che nel 2000 aveva coordinato la campagna di scavi a Polizzello da dove era emerso il magnifico elmo cretese (esposto a Caltanissetta). Il prof. Palermo tenne una breve ma interessantissima storia sulla città di Polizzello, citata perfino da Diodoro Siculo, calamitando l'attenzione dell'uditorio: "Conoscere il proprio passato è fondamentale per capire il proprio presente e programmare il proprio futuro", disse l'archeologo che, annunciò una chicca inedita agli studiosi, ovvero che uno dei santuari circolari era stato abbandonato e coperto, per cui i materiali ivi abbandonati erano stati ritrovati pressoché integri. Quindi il taglio del nastro alle 20.30 circa e l'apertura formale del museo dove sono esposti i tanti reperti di cui la città è ricca. Nel museo anche una saletta dove si possono ammirare gigantografie realizzate dal maestro Melo Minnella e una sezione dedicata ai paramenti cerimoniali delle confraternite. Tuttavia il museo ospitato negli storici locali di Palazzo Sgadari, frutto del lavoro in tandem di tanti appassionati e della volontà dell'amministrazione comunale, è un gioiellino ARCHEOLOGICo misconosciuto ai più. Un gioiellino che fatica a diventare chiave di volta per mettere in rete i tanti gioielli di Mussomeli e quindi creare quell'indotto turistico a cui la città, a parole, aspira da sempre. Esiste infatti ormai da dieci anni, ma ben pochi sono quelli che ne hanno cognizione ed ancora meno quelli che l'hanno visitato, anche il Museo della Memoria realizzato dal Comitato Ager Sicanius e che si trova presso i locali dell'ex rettorato di Santa Maria del Gesù. Il museo è gestito da padre Sebastiano Lo Conte e si compone di più sale dove sono esposti i ritratti a carboncino di tutti i sindaci di Mussomeli, dei sacerdoti, delle personalità illustri ma anche uomini e donne comuni che hanno lasciato un segno tangibile del proprio passaggio terreno. Non solo: si possono ammirare decine di fotografie dei primi del Novecento che illustrano la Mussomeli del tempo che fu. E si custodiscono anche reperti, libri e molto altro ancora. Ma Mussomeli vanta anche una Galleria d'arte moderna nel Palacultura che però da sempre chiusa, per non parlare di tanti musei privati i cui proprietari sarebbero ben lieti di aprire al pubblico e ci riferiamo alla casa museo della scrittrice Maria Sorce Cocuzza, al museo etnoantropologico del maestro Di Salvo, al museo di attrezzi agresti di Salvuccio Bellanca, al museo d'arte dell'artista Pino Petruzzella. R. M.