UNA mostra su Pompei nel periodo dell'Expo 2015. È l'asso nella manica che il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini cala nella seconda giornata del Forum europeo del turismo. Dalla reggia di Capodimonte, alla presenza di 28 ministri da tutta Europa, Franceschini annuncia la mostra "Pompei and Europe", prevista in primavera al museo Archeologico nazionale. La brochure è allegata alle cartelline di tutti i delegati partecipanti, apertura il 26 maggio. Dopo le polemiche dei giorni scorsi per l'assenza di iniziative locali organizzate nel periodo dell'Expo e per i ritardi della Campania nella presentazione dei piani per i fondi strutturali 2014-2020, Napoli ritorna più di una volta nelle parole del ministro. Ed è subito chiaro che il governo Renzi punta sulla città. «Sono orgoglioso di aver scelto Napoli per gli eventi di questi giorni dice il responsabile dei beni culturali in apertura del convegno l'investimento sulle potenzialità di questa città deve essere una battaglia nazionale perché qui c'è un insieme di storia, bellezza, patrimonio artistico e archeologico. Qui a Capodimonte è concentrato tutto: un museo con 160 sale, 6 mila opere tra esposizione e depositi, capolavori assoluti, 150 ettari di bosco, registra solo 150 mila visitatori l'anno. Capite la potenzialità che avrebbe questo sito promuovendolo come sistema e invelia, su di esso». L'obiettivo del governo è indurre i visitatori dell'Expo a restare qualche giorno in più in Italia e magari scegliere anche il Sud e Napoli, per poi proseguire per altre mete europee. «Expo non sia solo un'opportunità per l'Italia ribadisce il ministro l'obiettivo è far sì che i turisti extra Ue, una volta in Ita- rimangano in Europa grazie ad un'offerta culturale di qualità. È questa la prima sfida che innescherà un meccanismo di competizione virtuosa: è chiaro che noi combatteremo perché i turisti che arrivano a Milano restino in Italia, ma è vero anche che la meta del viaggio è l'Europa ». È necessario che, in questo percorso, cultura e turismo viaggino insieme. «Impossibile tenere distinti cultura e turismo, le due cose possono e devono stare insieme come l'autore e l'editore, dobbiamo costruire un'identità comune». E i flussi di turisti in arrivo in Italia per l'appuntamento milanese non sono proprio cosa da poco. Si attendono infatti circa 20 milioni di viaggiatori «un milione di cinesi ha già comprato i biglietti dell'Expo spiega Franceschini noi siamo abituati a pensare alle località turistiche in primo luogo per la cultura. Per i cinesi non è così, per loro viene prima lo shopping, poi ci sono la gastronomia, l'offerta culturale e il patrimonio artistico ». «Bisogna puntare sull'attrattività interviene il presidente della Regione Stefano Caldoro allargare il campo dell'offerta, scegliere oltre alla cultura, anche l'infrastruttura affinché il turista stia bene qui in Campania». Nell'attesa che l'Expo dia spunto a nuovi eventi in Campania, è la mostra su Pomstendo pei, per ora, l'unica occasione per apprezzare la cultura del territorio. Organizzata dalla soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia guidata Massimo Osanna, la mostra racconterà una Pompei insolita, quella riprodotta da scultori e artisti stranieri in due secoli dal 1748 al 1943. Intanto ieri mattina un gruppo di studenti ha protestato alla Stazione Marittima contro il vertice della Banca europea degli investimenti, riunito alla presenza del presidente Werner Hoyer e del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. I giovani contestatori sono stati allontanati dalle forze dell'ordine.
Renzi punta su Napoli Una mostra su Pompei per attirare i turisti dell'Expo
Il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha annunciato la mostra "Pompei and Europe" al Forum europeo del turismo, prevista per il 26 maggio al museo Archeologico nazionale. La mostra è stata organizzata per promuovere la cultura e il patrimonio artistico della Campania, in particolare Pompei. Il governo Renzi punta sulla città, considerandola un insieme di storia, bellezza e patrimonio artistico. L'obiettivo è indurre i visitatori dell'Expo a restare in Italia e scegliere il Sud e Napoli come prossima meta. La mostra sarà l'unica occasione per apprezzare la cultura del territorio fino a quando non si organizzano nuovi eventi.
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