ERA un souvenir del suo viaggio di nozze in Italia. Raccolto a Pompei nel lontano 1964, nel bel mezzo degli scavi. Una mascherina in terracotta, custodita gelosamente per mezzo secolo e ora restituita alla soprintendenza per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Un reperto prezioso, ma che in questi decenni ha appannato la coscienza della donna, una scrittrice italo-canadese di oltre 70 anni. Nella vetrina in salotto quella maschera parlava di bei giorni lontani, carezzava il piacere di possedere un pezzo di evidente valore, solleticava il gusto, ma alimentava il rimorso. Cinquant'anni dopo quel furto, la donna ha deciso di restituire il reperto. Il suo primo passo è stata una mail, inviata all'indirizzo della soprintendenza un mese fa. Così sono cominciati gli accertamenti, le verifiche, i contatti che hanno infine riportato a Pompei quella terracotta. A raccontare la vicenda è stato, ieri, il capitano Carmine Elefante, comandante del nucleo napoletano dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. «Si tratta di un'antefissa in terracotta del I secolo dopo Cristo. Era a terra, secondo il racconto della signora. Lei la raccolse e la infilò in borsa». Uno sguardo furtivo attorno, la certezza che nessun custode fosse nei paraggi, che nessun turista notasse quel gesto. Un attimo di incertezza, poi la terracotta lasciò gli scavi con quei turisti in luna di miele. «E se oggi ci viene restituita è grazie alla crescente sensibilità, diffusa nel mondo, rispetto ad un sito di cui si è parlato molto negli ultimi tempi e che ormai non è più percepito come patrimonio solo italiano, ma dell'umanità». Dopo aver ricevuto la mail della donna che confessava il suo furto, la soprintendenza ha allertato i carabinieri. «Quell'oggetto era censito racconta il capitano Elefante dunque lo si è potuto immediatamente riconoscere come ornamento della copertura del Quadriportico dei Teatri ed è ritornato a casa consegnato personalmente dalla signora ». L'antefissa, che si presenta ben conservata, è stata già restituita alla soprintendenza di Pompei che provvederà a ricollocarla nella sua sede di origine, dopo le opportune verifiche e gli eventuali interventi di restauro necessari alla ricollocazione in situ.
Canadese restituisce dopo 50 anni l'antefissa rubata in viaggio di nozze
Una donna di oltre 70 anni ha restituito una mascherina in terracotta, rubata a Pompei nel 1964, alla soprintendenza per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. La mascherina, un'antefissa del I secolo dopo Cristo, era stata rubata durante il viaggio di nozze della donna in Italia. Ha iniziato la vicenda inviando una mail alla soprintendenza un mese fa. I carabinieri hanno poi accertato la provenienza della mascherina e la hanno restituita alla soprintendenza. La mascherina è stata già restituita e sarà ricollocata nella sua sede di origine dopo le verifiche e gli interventi di restauro necessari.
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