Il governatore aveva scritto al ministro per annullare l'indicazione di Pugliese: "Le intese non si possono ritirare" Murgia, guerra sulla nomina Matteoligela Vendala: "NonpuòrevocareilpresidentedelParco" Altero Matteoli boccia Vendola: «Occorre andare avanti sulla richiesta fatta dal ministero. Giuridicamente le intese non si ritirano», dice il ministro a chi gli chiedeva come si comporterà sul caso del Parco dell'Alta Murgia. Da poche ore il presidente della Puglia gliha comunicato che l'intesa sulla nomina di Gerolamo Pugliese a presidente della riserva nazionale «s'intende revocata». Il ministro dell'Ambiente, invece, sembra voler andare perla sua strada: l'atto con cui Fitto, il 6 aprile, due giorni dopo la sconfitta elettorale, dava il via libero a Pugliese, è da considerarsi valido. «Abbiamo chiesto lumi all'ufficio legislativo: quella delibera, in quanto atto di ordinaria amministrazione di una giunta ancora in carica, va considerato valido». Quindicimila persone, intanto, sabato marceranno per 14 chilometri, da Gravina ad Altamu-ra, per difendere la Murgia dall'assalto di rifiuti e cemento. È tutto pronto per la "Marcia di Primavera", la manifestazione organizzata dai movimenti e dalle associazioni ambientaliste: "Un altro sud è possibile" è lo slogan dell'evento a cui, come già lo scorso anno. L'argomento principe della marcia 2005 è la mancata bonifica dei terreni avvelenati ad Altamura, oggetto di una lunga inchiesta giudiziaria. ALTERO Matteoli concede al tema giusto un inciso: «Occorre andare avanti sulla richiesta fatta dal ministero. Giuridicamente le intese non si ritirano», dice rispondendo a un giornalista che ieri gli chiedeva, nel corso di una conferenza stampa a Roma, come si comporterà sul caso del Parco dell'Alta Murgia. Da poche ore Nichi Vendola, presidente della Puglia. Gli ha comunicato che l'intesa sulla nomina di Gerolamo Pugliese a presidente della riserva nazionale «s'intende revocata». Il ministro dell'Ambiente, invece, sembra voler andare per la sua strada: l'atto concuiFitto, il 6 aprile, due giorni dopo la sconfitta elettorale, dava il via libero a Pugliese, è da considerarsi valido. «Abbiamo chiesto lumi all'ufficio legislativo - fanno sapere le persone vicine al ministro - e quella delibera, in quanto atto di ordinaria amministrazione di una giunta ancora in carica, va considerato valido». Che significato ha, allora, la revoca di Vendola? Prevalentemente politico: il neopresidente ha voluto far capire, senza mezzi termini, che quel parere arriva da una Regione Puglia che non c'è più e quindi va considerato nullo. Se Matteoli ha deciso di non tenerne conto, Michele Losappio, assessore regionale all'Ambiente, ritiene che «quella del ministro è un'ulteriore dimostrazione di centralismo a danno delle regioni e di ogni ipotesi di decentramento di sedi decisionali. È del tutto evidente che la scelta ministeriale non solo risponde solo a un vincolo di schieramento politico, ma ignora o irride agli orientamenti della nuova regione che vorrebbe decidere su un fatto di valore simbolico come questo a partire dalle competenze e dalla sensibilità nel rapporto con l'ambiente e il territorio». La partita, però, malgrado l'opposizione della giunta regionale, sembra chiusa: Pugliese sarà presidente del parco dell'Alta Murgia, manca solo l'imprimatur della commissione ambiente della Camera, non vincolante. Sebbene in un parto così travagliato come la nomina del presidente del parco dell'Alta Murgia ci si possa aspettare tutto, né sul piano politico né su quello tecnico sembrano esserci spazi di manovra. Il sottosegretario all'Ambiente Francesco Nucara -repubblicano come Pugliese e suo sponsor politico nel Ministero - spiega che «la nomina è del ministro e Vendola la può revocare. La Regione deve dare l'assenso, certo, ed è un parere in parte vincolante, anche se nel caso sia sfavorevole si può sempre nominare un commissario, come è successo in altre occasioni». L'assenso è arrivato, certo: ma è firmato da Fitto e la nuova giunta regionale lo considera "scaduto". «È vero che Fitto ha ritardato - replica Nucara - Ma non c'era malafede. Se avesse voluto dire no, poteva farlo prima». Per dimostrare chela nomina è valida a tutti gli effetti in quanto ratifica di una decisione già presa mesi prima, Nucara cita un'interrogazione parlamentare di Donato Piglionica, dei Ds, tra i più contrari alla nomina di Pugliese: «Sollecitò la nomina del presidente del parco, e questo gli fa onore», ricorda con una punta di sarcasmo Nucara. Che subito dopo, aggiunge: «Nessuno nega la legittimità dell'atto: Fitto, dopo quest'assenso è rimasto in ca-ricaehapresieduto quattro giunte. Tutti gli atti della giunta sottoscritti prima dell'insediamento di Vendola, allora, dovrebbero essere annullati? Era nella pienezza dei poteri». Il centrosinistra pugliese, però, chiede a Matteoli un gesto di buon senso. E confida nelle posizioni di altri esponenti del ministero, come il sottosegretario Tortoli, che ha congelato alla Camera la ratifica della nomina di Pugliese. «Non e' è alcuna diversità di vendute tra me e Tortoli. Lo dicono gli atti parlamentari: lui ha chiesto solo un chiarimento tecnico al ministero». Sul tema, intanto, interviene la Federparchi:«È importante che il parco possa presto iniziare la piena attività per attivare iniziative di tutela ambientale. Il presidente deve essere nominato sollecitamente ed è di «fondamentale importanza» chela«regione venga considerata pienamente partecipe e protagonista di questa realtà». Ermete Realacci, della Margherita, chiede invece che il ministro Matteoli riferisca in Parlamento sull'eccesso di nomine di esponenti dei centrodestra e «in particolare vorremmo sapere dal ministro Matteoli quali procedure abbia seguito e soprattutto come intenda comportarsi per sbloccare la vicenda legata al parco pugliese dell'Alta Murgia, dove il presidente urgente Fitto, sconfitto e privo di poteri effettivi aveva cercato fuori tempo massimo di nominare Girolamo Pugliese con un atto che andava contro lo spirito e la lettera della legge e che il presidente Vendola aveva giustamente disdettato». Appuntamento sabato per il grande corteo. Lo slogan è Un altro Sud è possibile