Paga una multa (fino a 20 mila euro) l'autore dell'abuso edilizio che non rispetta l'ordine di demolizione. I comuni possono deliberare, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che i costi di costruzione siano inferiori ai valori determinati per le nuove costruzioni. Non è più necessario, il permesso di costruire per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che comportano aumento di unità immobiliari, modifiche del volume o delle superfici senza intaccare però la volumetria complessiva degli edifici. Sono alcune delle novità contenute nel decreto legge Sblocca Italia (n. 1332014), approvato ieri dalla camera dei deputati (278 voti favorevoli, 161 contrari e sette astenuti). Il testo passa ora al senato anche se difficilmente palazzo Madama potrà metterci mano visti i tempi stretti (il provvedimento va convertito definitivamente in legge entro l'11 novembre). Per gli enti locali arrivano sconti sul Patto di stabilità. Ne beneficeranno le amministrazioni virtuose nel pagamento dei debiti o che hanno investito in opere pubbliche. Ma vediamo i punti di maggiore interesse per le amministrazioni locali. Edilizia. Come detto, il decreto Sblocca Italia modifica la definizione di manutenzione straordinaria, ritenendo sufficiente per questi interventi, il rispetto della volumetria complessiva degli edifici, e comprendendo, quindi, anche il frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari. Non è più necessario, quindi, il permesso di costruire per gli interventi di ristrutturazione edilizia, che comportano aumento di unità immobiliari, modifiche del volume o delle superfici. Si introduce la definizione di «interventi di conservazione» e si introduce una nuova ipotesi di permesso di costruire in deroga anche alle destinazioni d'uso per gli interventi di ristrutturazione edilizia attuati anche in aree industriali dismesse.