A Venezia il turismo è la maggiore locomotiva economica, in grado di spingere avanti la città anche in tempi di crisi; eppure, proprio per i flussi di visitatori sempre più importanti, servono azioni decise di governo. Ieri, all'hotel Russott, il Partito Democratico ha organizzato il primo convegno degli Stati Generali da cui nascerà il programma per le prossime amministrative. Primo tema, il turismo con una proposta nata da un gruppo di lavoro. Ai microfoni si sono alternati Emanuele Rosteghin, segretario comunale del Pd; Claudio Scarpa, direttore generale dell'associazione albergatori; Roberto Crosta, segretario generale della Camera di Commercio; Antonello De' Medici di Confindustria, e il consigliere regionale Lucio Tiozzo. Nel documento del Pd si evidenziano i tanti problemi del turismo lagunare, dal numero sempre crescente di visitatori "mordi e fuggi" (che restano in città solo poche ore e si stima spendano una media di 40 euro a testa), alla scarsa attrattiva che spesso esercitano musei ed iniziative culturali: «Venezia», si legge nel documento, «è la principale competitor di sé stessa. Un giro per la città è ritenuto dal turista medio sufficiente, senza troppo pesare sul portafogli». Unici a garantire buone entrate economiche per tutto il centro storico sono i turisti pernottanti, che però sono in numero sempre minore. Il dialogo con i principali operatori del settore diventa quindi indispensabile «altrimenti», dice Rosteghin, «la politica lancerebbe proposte troppo distanti dalla realtà». Tutti d'accordo sulla necessità di regolarizzare e riorganizzare i flussi dei visitatori, specialmente quelli in entrata: impossibile accontentarsi dei pochi terminal (piazzale Roma e la stazione S.Lucia) per gestire tutti gli arrivi; meglio, invece, cominciare a pensare a nuovi hub di accoglienza, specialmente per gli escursionisti che sbarcano in laguna alla mattina e che ripartono già alla sera: per loro, secondo Scarpa, si potrebbero pensare luoghi differenti, lontani dal centro storico. Fondamentale si rivelerà poi la figura dell'assessore comunale al Turismo. Venezia non può restare isolata e, fedele alla Città metropolitana, il Pd spinge sull'unione ideale con Treviso e Padova. Si è infine discusso degli spazi da recuperare, come l'Arsenale, e della difficile convivenza con la cittadinanza, ormai insofferente, ma il messaggio che è chiaro: finora Venezia non ha governato il turismo; è ora che la direzione venga invertita una volta per tutte. Giacomo Costa
VENEZIA - Turismo, una proposta di governo
A Venezia, il turismo è la maggiore fonte di entrate economiche, ma i flussi di visitatori sempre più numerosi creano problemi. Il Partito Democratico ha organizzato un convegno per discutere del turismo e ha presentato un documento con proposte per regolarizzare e riorganizzare i flussi dei visitatori. I partecipanti hanno evidenziato i problemi del turismo lagunare, come il numero crescente di visitatori "mordi e fuggi" e la scarsa attrattiva dei musei e delle iniziative culturali. Si è discusso anche della necessità di creare nuovi hub di accoglienza per gli escursionisti e di recuperare spazi come l'Arsenale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo