MILANO La Scala vara una manovra finanziaria che potrebbe toccare i 14 milioni di euro con la quale dovrebbe correggere sensibilmente le previsioni di 16 milioni di rosso per il 2005. La «manovra», presentata ieri mattina a Palazzo Marino all'Assemblea dei soci fondatori della Scala (che hanno dato parere favorevole al bilancio 2004 con una variazione negativa di 8,3 milioni di euro) dal sindaco, Gabriele Albertini, e dal vicepresidente della Fondazione, Bruno Ermolli, consiste in nuovi introiti derivanti da un'azione di found-raising e nella restituzione dell'Irap da parte del Ministero del Tesoro. Dieci milioni e 66 mila euro dovrebbero venire dai privati. Alcuni hanno già dichiarato la disponibilità a un milione supplementare, come Telecom Italia, Fininvest-Mediaset, Banca Intesa e Fondazione Cariplo. Sea e Aem, hanno assicurato che verseranno per tre anni più di un milione di euro. Un altro milione arriverà da Un nuovo socio: le Acciaierie Riva, che hanno dichiarato di «voler sostenere in questo momento di transizione un simbolo del Paese». Non mancherà, infine, l'impegno della Camera di Commercio di Milano. Ci sono poi le restituzioni d'imposta. Si può ipotizzare di avanzare la richiesta per la restituzione di 3 milioni e mezzo di Irap non dovuta. C'è un margine di rischio se il Ministero delle Finanze dovesse far ricorso sulla sentenza della Commissione tributaria che prevede questa restituzione. Tuttavia c'è già un precedente che fa ben sperare. Morale, con questa manovra si azzererebbe praticamente la perdita iscritta nel bilancio previsionale 2005, ma anche diminuire sensibilmente il dato tendenziale poi emerso di un possibile rosso tendenziale 2005 addirittura di 16 milioni di euro (per traslochi e tagli al FUS). «Per effetto dei contributi straordinari e delle operazioni gestionali ha dichiarato il sindaco Alberini la variazione negativa del patrimonio della Fondazione potrebbe essere dunque limitata a meno 2 milioni di euro. Per la Scala, dunque, si prepara un futuro di serenità». Pertanto, a fine 2005 il patrimonio della Fondazione dovrebbe risultare comunque superiore a quello di quando venne istituita: al 31 dicembre del 1998 (primo bilancio dopo il passaggio da Ente a Fondazione) il patrimonio era pari ad attuali 93 milioni e 600 mila euro. Al 31 dicembre 2005 il patrimonio potrebbe variare tra i 97 milioni e 600mila euro e i 99 milioni e 600 mila. «Con l'assemblea di oggi ha dichiarato il vicepresidente, Bruno Ermolli anche dal punto di vista economico e finanziario la Scala riparte nel migliore dei modi. Un personale ringraziamento va a tutti coloro che hanno confermato fiducia piena nella Scala e nel Cda». Fuori dal coro le valutazioni del presidente della Provincia, Filippo Penati: «Per il buco di bilancio non verseremo nemmeno un centesimo».