L'arciconfraternità dell'Immacolata denuncia da anni l'inerzia di Comune e Sovrintendenza Da quasi dieci anni denunciano, segnalano, chiedono interventi altrui o autorizzazioni a intervenire autonomamente. Ma siccome nella cappella gentilizia, risalente alla fine del 1800, dell'Arciconfraternita dell'Immacolata - di fatto - le bare dei confratelli galleggiano su 30-40 centimetri d'acqua, il presidente Giuseppe Vinci e il parroco don Angelo Chillura hanno detto basta. Hanno preso carta e penna e hanno inviato un corposo esposto alla Procura della Repubblica per informare - qualora non lo sapessero - della scandalosa situazione in atto da anni, nella zona a sud del camposanto monumentale del capoluogo. Chi frequenta tale sacro luogo è al corrente dei danni causati dall'acqua che sgorga nelle falde freatiche della zona. Le fotografie allegate all'esposto parlano da sole, con i loculi posti in basso praticamente galleggianti, con tutto quello che ne consegue in termini di stabilità, sicurezza complessiva e anche igiene pubblica. Il problema è che a denunciare ufficialmente nella sede competente tale allucinante situazione sia per adesso «solo» l'arciconfraternita, a dispetto di una situazione di estremo degrado che coinvolge altre cappelle. L'ultima nota di sollecito a intervenire, inviata dai confratelli guidati da Vinci e don Chillura risale all'agosto scorso, quando furono «solleticati» la SOpRINTENDENZA, il Commissario al Comune e il consiglio comunale. Nessuno ad oggi ha risposto e l'acqua nella cappella abbonda. In quest'ultimo sollecito, si evidenzia come nel giugno scorso la SOpRINTENDENZA abbia detto alla Confraternita di «procedere al ridimensionamento della falda freatica, responsabile degli accertati degradi», come se l'acqua al camposanto l'avesse versata la stessa associazione religiosa. Dunque, in soldoni, alla Procura della Repubblica don Angelo Chillura e Giuseppe Vinci chiedono di accertare cosa ci sia dietro questo pressocché totale disimpegno da parte delle autorità istituzionali competenti a risolvere l'inondazione nella zona sud del cimitero monumentale. Anche perché «quelli dell'Immacolata» non intendono continuare a indossare gli stivali anfibi per recarsi nella loro cappella. 30102014
SICILIA - Cappelle immerse nell'acqua presentato esposto in Procura
L'arciconfraternita dell'Immacolata di un comune ha denunciato per anni la situazione di inondazione nella sua cappella gentilizia, dove le bare dei confratelli galleggiano su 30-40 centimetri d'acqua. Il presidente e il parroco hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica per informare della situazione. Le fotografie allegate mostrano i loculi galleggianti e i danni causati dall'acqua. La Confraternita ha inviato solleciti a intervenire alle autorità competenti, ma nessuno ha risposto. L'acqua nella cappella abbonda e i confratelli non intendono continuare a indossare gli stivali anfibi per recarsi nella cappella.
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