LA LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI: "LA GARA IPPICA SIA SPOSTATA ALTROVE" UN APPELLO per chiedere il trasferimento del concorso ippico da piazza di Siena. E per liberarla così dalla sabbia e dal degrado, ripristinando il manto erboso perduto. A lanciarlo sono stati Vittorio Emiliani del Comitato per la Bellezza e Claudio Troilo dell'Osservatorio civico per Roma, raccogliendo numerosissime adesioni. Fra i firmatari ci sono Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra, Vezio De Lucia, presidente dell'associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, gli Amici di Villa Borghese, l'urbanista Paolo Berdini. Ma anche Adriano La Regina, presidente dell'Istituto Nazionale di archeologia, Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf-Italia, Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, l'archeologa Licia Vlad Borrelli, insieme a numerosi comitati cittadini e associazioni, non solo del centro storico. «Dal 1922 e fino a pochi anni fa il concorso ippico in piazza di Siena ha rappresentato una manifestazione sportiva di ottima levatura e poco invasiva per Villa Borghese: una sola settimana di occupazione della piazza e installazioni limitate alle panche per il pubblico» si ricorda nell'appello. Ma da qualche anno «con una impressionante progressione, il concorso si è trasformato in una scusa per occupare per circa due mesi (fra preparazione, concorso e ripristino della zona) tutta l'area circostante piazza di Siena, fino alla cancellata del Giardino del Lago: una marea di bancarelle e di rumorose installazioni che rendono inaccessibile una vasta area di Villa Borghese e ne fanno un indecoroso suk». Sul prato di piazza di Siena poi sottolineano le associazioni che hanno firmato l'appello «vengono montate (con accesso alla piazza di gru e altri mezzi pesanti e conseguente massacro del prato) gigantesche torri per le luci ed altri marchingegni ». Per questo, i firmatari chiedono innanzitutto che «questa occupazione così prolungata e invasiva della più frequentata e quindi più stressata fra le ville storiche non si ripeta più, che il manto erboso venga ripristinato e che il concorso venga spostato in luogo più idoneo, quale l'ippodromo militare di Tor di Quinto o quello delle Capannelle ». Per restituire così, si legge nell'appello, quella vasta e splendida parte del parco di Villa Borghese «alla corretta fruizione dei romani e dei turisti di tutto il mondo che ogni anno visitano Roma».