IL CRESCENT perde pezzi. Perde due o tre metri in altezza, non avrà né le due torri previste all'estremità della mezzaluna né l'edificio a trapezio che sarebbe sorto al suo fianco. Sono le prescrizioni della Soprintendenza di Salerno per il contestatissimo palazzo sul lungomare firmato dal catalano Ricardo Bofill. IL CRESCENT perde pezzi. Perde due o tre metri in altezza verranno segati , non avrà né le due torri previste all'estremità della mezzaluna né l'edificio a trapezio che sarebbe sorto al suo fianco. Sono le prescrizioni dettate dalla Soprintendenza di Salerno per il contestatissimo palazzo a semicerchio che sta sorgendo sul lungomare della città campana, firmato dal catalano Ricardo Bofill. Un ecomostro, per Italia Nostra. Un capolavoro, invece, per il sindaco Vincenzo De Luca, che all'edificio lega il suo nome e la candidatura alla presidenza della Regione. Ma all'inizio di questa tumultuosa avventura edilizia chiese che le sue ceneri, il più tardi possibile, venissero collocate in un'urna nella piazza davanti al Crescent. Il parere della Soprintendenza è la tappa di una vicenda che si trascina da anni. Attualmente il cantiere è sotto sequestro da parte del Tribunale, dove venerdì si svolgerà l'udienza preliminare a carico di De Luca e altre 22 persone, fra le quali i suoi assessori e l'ex soprintendente: la Procura chiede il loro rinvio a giudizio per abuso d'ufficio, falso ideologico e violazione delle norme urbanistiche. Il Crescent è un gigante alto quasi 30 metri, lungo 300 per 190 mila metri cubi di volume. Ospiterà, se mai verrà finito, 140 appartamenti, 50 uffici e 26 negozi. Già ora, costruito al 70 per cento, agli ambientalisti sembra una spaventosa muraglia che chiude il mare alla città e la città al mare. Replica De Luca: «È un grande progetto che riqualifica un'area degradata». E chi ne parla male viene da lui bollato come "pinguino" o "schiattamorto", che vuol dire jettatore. Il parere del soprintendente Gennaro Miccio è vincolante e segue una sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato precedenti autorizzazioni. Consente la prosecuzione dei lavori (ma il cantiere è ancora sotto sequestro), però fissa diverse prescrizioni. Oltre alla riduzione del volume del 20 per cento, all'abbassamento dell'altezza (non può superare quella del palazzo comunale, si legge), impone di ripristinare la linea di costa vistosamente alterata, ripascendo l'arenile. E specifica di esigerlo subito «e non già in future previsioni». Infine chiede di scoprire la foce del torrente Fusandola, ora occlusa «da due alte spalle di mura in conglomerato cementizio armato». De Luca canta vittoria. Voleva l'autorizzazione e, sebbene con limitazioni, l'ha ottenuta. Ma appena qualche giorno fa, sul suo profilo Facebook, scriveva che l'eliminazione di un piano del Crescent era «un'imbecillità totale». Adesso aggiusta il tiro: «Al massimo butteremo giù un metro di cornicione. Ne perdiamo in monumentalità e ne guadagniamo in leggerezza ed eleganza». Buon viso a cattivo gioco? Il sindaco sa che la partita più delicata si gioca in tribunale. Lella Di Leo, presidente di Italia Nostra, non è soddisfatta delle prescrizioni: «Per noi deve andare giù tutto: l'edificio è frutto di un progetto scellerato, della distruzione del territorio e dell'illegalità ». Un particolare colpisce Di Leo: «La Soprintendenza elimina le due torri e l'edificio a trapezio, le sole strutture che avrebbero ospitato funzioni pubbliche, cioè la Capitaneria di porto e un museo comunale. Per carità, non difendo questi manufatti che si sarebbero spinti troppo verso il mare, ma sconcerta che restino in piedi tutte le parti private». Italia Nostra si è costituita parte civile nel processo a carico di De Luca. E lì attaccherà su più fronti, forte di una perizia disposta dalla Procura che su molte questioni le dà ragione: dalla gestione economica di tutta l'operazione all'appiattimento del precedente soprintendente sulle posizioni del Comune fino all'uso di 5mila metri quadrati di proprietà demaniale per costruirci un condominio privato.
SALERNO - "L'ecomostro va dimezzato" sul lungomare di Salerno il diktat della sovrintendenza
Il palazzo Crescent, progetto di Ricardo Bofill, sta subendo modifiche a causa delle prescrizioni della Soprintendenza di Salerno. Il cantiere è sotto sequestro e il sindaco Vincenzo De Luca è accusato di abuso d'ufficio e violazione delle norme urbanistiche. Le prescrizioni impediscono la costruzione di due torri e un edificio a trapezio, e richiedono la ripristinazione della linea di costa alterata e la scoperta della foce del torrente Fusandola. De Luca ha ottenuto l'autorizzazione, ma ha detto che lascerà solo un metro di cornicione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo