Eventi gratis a Boboli ecco perché Acidini deve pagare 270mila euro MULTIPROMO, ammessa dalla soprintendenza a svolgere eventi gratis nel giardino di Boboli, ha danneggiato il Prato delle Colonne, cancelli e statue con il passaggio dei suoi camion. Così, per aver concesso il parco monumentale senza corrispettivo, la Corte dei conti ritiene che la soprintendente Acidini abbia a sua volta danneggiato l'erario e le chiede di pagare 270mila euro allo Stato. Di fronte alla censura del procuratore per aver concesso il giardino, Acidini si fa scudo col Comune. Ma il sindaco Dario Nardella non ci sta e mostra lettere e delibere della sua amministrazione: «Ho tolto io i soldi a Multipromo». SOTTO il peso di una richiesta di danni di 270 mila euro, la soprintendente Acidini si è fatta scudo, nelle sue deduzioni difensive, anche del sostegno che il Comune di Firenze ha dato negli anni alla Multipromo, della quale ha sostenuto l'attività, giudicandola «un qualificato elemento di promozione turistica e culturale per l'intera città». Ma l'argomento ha suscitato le severe critiche del procuratore contabile Angelo Canale. «Il Comune di Firenze, sia con l'Amministrazione Domenici sia con l'Amministrazione Renzi, ha sempre condiviso e caldeggiato scrive la soprintendente Acidini l'iniziativa della Multipromo, ritenendola importantissima per l'immagine della città. Ci sono quattro lettere del vicesindaco Nardella 3 dicembre 2009, 8 febbraio 2010, 15 e 18 marzo 2010 che caldeggiano e sostengono il progetto ». Scrive il procuratore contabile: «Il vero, nella vicenda che è ora evocata in giudizio, come traspare (senza neppure troppi sottintesi) dalle stesse deduzioni difensive della dottoressa Acidini, è che la concessione dello spazio del Giardino di Boboli all'Associazione Multipromo era fortemente "caldeggiata" da un esponente di rilievo dell'amministrazione comunale, che giunse persino ad indirizzare alla medesima Acidini in un breve arco temporale quattro segnalazioni a favore della Multipromo, proprio quando la Sovrintendenza si accingeva ad esperire la procedura di evidenza pubblica per la concessione degli spazi. Il che, alla luce delle severe censure mosse dal Tribunale Amministrativo Regionale alla Sovrintendenza (condanna a risarcire i danni derivanti dalla omessa effettuazione di una corretta procedura di gara), getta un'ombra sull'intera vicenda. Va peraltro considerato che l'intervento dell'esponente politico, richiamato dalla dottoressa Acidini nelle proprie controdeduzioni quasi fosse una esimente, qualifica più gravemente la condotta della medesima che, per quanto lascia intendere, pare abbia anteposto la soddisfazione delle richieste formulate dall'esponente politico, e degli interessi (si presumono pubblici) che questi rappresentava, alla tutela del bene culturale affidatole, al dovere giuridico di applicare comunque un corretto canone accessorio, al pubblico interesse ad una legittima procedura di gara». Ruvido giudizio, al quale il sindaco Dario Nardella replica nell'articolo in pagina 3. L'indagine della Procura contabile e della Guardia di finanza nasce da un esposto presentato il 3 gennaio 2013 dalla Associazione Iko (Italia Konzert Opera), che segnalava presunte illegittimità e irregolarità nell'affidamento della concessione degli spazi di Boboli alla Multipromo per il triennio 2010-2012, sebbene nel precedente affidamento triennale la stessa Multipromo avesse violato ripetutamente le condizioni della concessione e arrecato danni al Giardino. Sulla gara, che si era svolta il 2 marzo 2010, si è pronunciato il 14 maggio 2013 il Tar, rilevando varie irregolarità e condannando la Soprintendenza a risarcire la Iko, che fra l'altro aveva offerto di versare al Polo museale un euro per ogni biglietto venduto online e di curare la manutenzione dei luoghi utilizzati per gli spettacoli. La Guardia di finanza ha ricostruito i ricavi della Multipromo nell'estate 2010, durante la quale furono organizzati spettacoli teatrali per 99 giorni, e nell'estate 2011, con 62 giorni di spettacoli. Secondo gli investigatori, nel 2010 la Multipromo ha incassato dalla vendita dei biglietti 729 mila euro, cui vanno aggiunti vari contributi, fra i quali 50 mila euro dal Ministero, 50 mila dalla Cassa di Risparmio, 40 mila dal Comune di Firenze, 120 mila da Mps, e sponsorizzazioni per 110 mila euro. Nel 2011 dai biglietti venduti la associazione ha ricavato 472 mila euro cui vanno aggiunti circa 245 mila euro fra contributi e sponsorizzazioni (ma nessuno più dal Comune di Firenze). Se la Soprintendenza avesse concesso il Prato delle Colonne a titolo oneroso, applicando la tariffa minima giornaliera prevista dal Tariffario del Ministero per la concessione degli spazi per spettacoli occasionali, pari a 1.549 euro, il Polo museale avrebbe incassato quasi 250 mila euro.