L'obiettivo finale, la fine dei lavori resta fissato per dicembre 2016, dopo trenta mesi di cantieri. Nella vasta area tra via Brenta Vecchia, via Poerio e via Pascoli, che ospita il cantiere del nuovo Museo M9 della Fondazione di Venezia, si lavora di gran lena, anche il sabato mattina. Gli operai specializzati della Maltauro, almeno una trentina ogni giorni, si alternano a bordo di gru, macchine movimentatrici , speciali macchinari per la realizzazione dei due piani interrati dell'auditorium del nuovo spazio museale. Nel frattempo in via Brenta Vecchia si sono persi una decina di posti per la sosta dei veicoli, causa i lavori di spostamento di una vecchia tubazione fognaria. In questo periodo, spiega l'architetto Plinio Danieli di Polymnia, nel cantiere è in corso la prima fase dello scavo con l'utilizzo della bentonite, che serve a consolidare i terreni dove si andranno a realizzare le gettate di calcestruzzo dei due piani interrati. In contemporanea è iniziato il restauro anche dell'ex distretto militare e convento, l'ala storica del futuro museo che ospiterà la galleria commerciale. La facciata con il porticato a fianco del centro Santa Maria delle Grazie è stato chiuso con una impalcatura che rimarrà almeno fino alla prossima estate. Tornando ai lavori in corso nell'area del futuro museo, dopo gli scavi degli interrati inizierà anche la posa delle sonde geotermiche che "bucheranno" il terreno fino ad una profondità di almeno 30 metri. Sonde che serviranno a garantire la climatizzazione naturale del nuovo museo, secondo il progetto di Sauerbruch e Hutton che nelle scorse settimane sono tornati a Mestre per sovrintendere al cantiere della loro nuova "creatura" museale, che lentamente prende vita dopo i ritardi del passato. Il progetto per l'uso della geotermia è stato esaminato e vistato dalla Provincia di Venezia. I lavori nell'ex convento vedono, invece, la supervisione delle due Soprintendenze ( quella veneziana ai beni architettonici e quella archeologica del Veneto) e prevedono, dopo gli scavi superficiali che sono in corso anche gli ultimi interventi di bonifica bellica nell'area. (m.ch.)