Gli effetti della riforma sulla città. La tutela distinta dalla gestione dei musei, che potranno «correre con le loro gambe» e rappresentare occasioni di guadagno per la collettività fondate sul patrimonio artistico. Sono stati i temi del colloquio avvenuto ieri mattina tra la soprintendente Renata Codello e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Un incontro che si è svolto in due parti, a margine del convegno sui patrimonio in Sala del Piovego a palazzo Ducale e dell'inaugurazione della mostra sull'antica cartografia dell'Europa in Sala dello Scrutinio. «Occorre una forza di intervento internazionale, i caschi blu della cultura», ha detto il ministro nel corso del dibattito moderato da Francesco Rutelli, suo predecessore ora presidente dell'associazione «Priorità cultura». Fuori dalla finestra i turisti che invadono la Piazza. Un fenomeno su cui il ministro era intervenuto dieci giorni fa nella sua precedente visita veneziana, proponendo una nuova "City tax". Oggi si parla di patrimonio artistico e della riforma. Approvato il testo del governo, la sua entrata in vigore è attesa per il 7 novembre, dopo la puubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la registrazione della Corte dei Conti. Prevede una vera rivoluzione dell'organizzazione del Mibac (ministero per i Beni e le attività culturali), separando nettamente le Soprintendenze dalla gestione dei musei, e la riorganizzazione delle Direzioni generali, che avranno ora compiti amministrativi e non più «superiori» alle Soprintendenze locali. La Soprintendenza oggi retta da Codello assumerà anche le competenze del polo museale. Sarà abolita dunque la Soprintendenza del polo museale. Perché le Gallerie dell'Accademia, come gli altri 19 grandi musei italiani, che avranno una gestione separata e aperta ai privati. Con la nuova legge sarà anche più facile il ricorso a dirigenti esterni per la «valorizzazione» del patrimonio culturale e artistico in sesnso turistico. Una linea che Franceschini ha ribadito ieri, ricordando come siano state create due direzioni ad hoc che dovranno studiare il problema dei flussi turistici e dello sfruttamento del patrimonio artistico. Con la riforma della cultura il ministro ha assicurato che saranno "risparmiati" i costi di 32 dirigenti di prima fascia. Altri assumeranno maggiori poteri. Come la Soprintendenza veneziana, che assumerà anche il personale del polo museale e della Direzione regionale, passando da 46 a 150 dipendenti. A capo della Soprintendenza c'è l'architetto Codello, il cui contratto scade nel 2016. E la nuova organizzazione degli uffici è stato uno dei temi del colloquio con il ministro, ripartito poco dopo mezzogiorno alla volta di Firenze dove ha partecipato alla riunione dei renziani alla Leopolda. (a.v.)
VENEZIA - Riforma dei musei e degli uffici vertice Franceschini-Codello
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha incontrato la soprintendente Renata Codello per discutere della riforma della cultura. La riforma prevede la separazione delle Soprintendenze dalla gestione dei musei e la riorganizzazione delle Direzioni generali. La Soprintendenza assumerà anche le competenze del polo museale e sarà abolita la Soprintendenza del polo museale. I musei potranno essere gestiti da dirigenti esterni e sarà più facile il ricorso a dirigenti esterni per la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico in senso turistico. La riforma è prevista per entrare in vigore il 7 novembre.
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