Il patrimonio culturale è un fattore di sviluppo da comunicare con un approccio globale: grafici, cloni, riproduzioni virtuali. E il visitatore diventa il protagonista del museo Al museo ARCHEOLOGICo di Lentini è una stratigrafia dello scavo dell'area della fortificazione meridionale, nella valle San Mauro; non un disegno su un pannello: una ricostruzione su una parete, in dimensioni reali. Il museo è stato riallestito nel XXI secolo, ma la stratigrafia è stata mantenuta dal precedente allestimento del 1962. Nello stesso periodo, 1960, al museo ARCHEOLOGICo di Ragusa una sezione stratigrafica in dimensioni reali documenta la successione dei diversi livelli di vita a Camarina. Nello stesso museo è ricollocata la bottega del vasaio di Scornavacche; in diversi casi sono ricomposte porzioni di scavo così come erano apparse al momento del rinvenimento, per richiamare nel visitatore l'idea della funzione degli oggetti, ricollocandoli in una dimensione e in un significato più umani. Sempre agli anni Sessanta del XX secolo risale il primo allestimento del museo ARCHEOLOGICo di Lipari, che presenta soluzioni dello stesso tipo: ricostruzioni di stratigrafie, in connessione con le vetrine che espongono gli oggetti; porzioni di scavo ricomposte in museo. Soprintendente alle Antichità per la Sicilia Orientale (così si chiamava, all'epoca) era Luigi Bernabò Brea. Il progetto museografico, nei tre casi, è stato di Vincenzo Cabianca e puntualmente dovette adattarsi a edifici sorti per altri scopi. E' chiaro che alla base di quella scelta museografica c'è il ruolo del visitatore come protagonista del museo, la volontà di comunicare un'archeologia che si basa su dati stratigrafici e confronti tipologici; un museo molto distante da quello che parte dal collezionismo di cose sensazionali. Non dimentichiamo che siamo intorno al 1960: non c'era ancora il turismo culturale di massa. I visitatori del museo erano molto meno numerosi; e soprattutto disponevano di una base culturale sostanzialmente omogenea. Tra parentesi, possiamo ricordare che negli stessi anni L. Bernabò Brea aveva qualche problema con redazioni di riviste accademiche, che talvolta gli contestavano le numerose "tavole di frammenti" che illustravano i suoi articoli. Per dare qualche data di riferimento: a Parigi, il concorso per il progetto architettonico per quello che poi si sarebbe chiamato Centre Pompidou fu bandito nel 1970; è lo stesso anno di nascita del Boeing 747, l'aereo con cui inizia l'era del viaggio di massa a basso costo: il viaggio passava da passatempo elitario a svago per le masse. In Italia, il grande successo di pubblico alla prima esposizione dei bronzi di Riace, nel 1981, meravigliò prima di tutto gli addetti ai lavori. Solo la comunicazione può dare un senso reale all'attività di conoscenza e valorizzazione, e quindi alla tutela del patrimonio culturale. Se il passato è di tutti, il problema è come mettere tutti in condizione di possederlo, cioè di conoscerlo. Assistiamo in fondo ad uno strano paradosso: si diffonde l'interesse per il patrimonio culturale, per le mostre, per l'ambiente; eppure contemporaneamente ampi strati di popolazione vedono le attività di tutela come fastidiose, costose, un ostacolo allo sviluppo. Eppure a livello internazionale si discute ormai (ai massimi livelli) di patrimonio culturale come fattore di sviluppo. Il problema sta proprio nell'inadeguatezza della comunicazione. Non si tratta di indicare quello che può essere l'eccezionale, la cosa più importante; ma di comunicare la globalità, saper proporre un racconto. Un approccio globale, anche nella comunicazione, riesce ad affrontare la complessità del patrimonio culturale. I resti archeologici per loro natura sono frammentari; lo scavo ha asportato diverse stratificazioni, ricavandone informazioni. L'archeologo dispone di una serie di tecniche (che ha appreso in tempi piuttosto lunghi) per leggere, per interpretare i ruderi e gli oggetti; utilizzando anche i dati che provengono dallo scavo. C'è ormai, a livello accademico, tutto un filone di studi che si definisce "Public Archaeology"; si è anche sdoganata la traduzione "Archeologia pubblica". A prima vista può sembrare anche troppo ovvio: per chi, se non per il pubblico, si opera la tutela (che naturalmente comprende ricerca e valorizzazione)? Non è un caso se la televisione svolge un ruolo importante nella comunicazione dell'archeologia. Si tratta di un mezzo che si presta particolarmente alla comunicazione globale, al racconto bilanciato di ricerca, confronti, ricostruzioni, interpretazioni. Il pubblico appartiene a diverse fasce d'età, dimostrando un interesse diffuso; gli archeologi apprezzano l'approccio globale della comunicazione, che affronta contemporaneamente diverse sfaccettature. Gli addetti sanno bene che la "white box", concezione museografica che ha dominato per larga parte del XX secolo, deriva in realtà dalle mostre d'arte commerciali: il capolavoro irripetibile, nel suo splendido isolamento, ben illuminato contro un fondo neutro, comunica in realtà solo con gli "intenditori". Certe carrellate di foto che presentano in rete i "pezzi migliori" di un museo ripropongono la stessa concezione. L'utilizzo delle nuove tecnologie consente di proporre ricostruzioni grafiche, elaborazioni virtuali. E' possibile avere musei con supporti multimediali, che consentono di costruire attorno agli oggetti (che rimangono i veri protagonisti dell'esposizione) tutta una rete di informazioni e di sensazioni. Ma è anche possibile avere riproduzioni (reali o virtuali) praticamente indistinguibili dall'originale, inserendo l'oggetto in un contesto che consente di veramente apprezzarlo; ma anche riuscendo a cogliere dettagli che magari sfuggono nella vista dell'originale. E' possibile vedere, come in una macchina del tempo, l'evoluzione del paesaggio, la "vita" di un monumento o di un oggetto. Ma è anche possibile disporre di "cloni" di opere importanti da presentare simultaneamente in mostre tematiche: senza sottoporre gli originali a stressanti (e costose) trasferte e senza allontanarli (per periodi più o meno lunghi) dalla sede naturale. 28102014