Ancora una volta senza sede la storica compagnia Marionettistica Fratelli Napoli. Un "tesoro" fatto di arte, cultura e tradizione «Non è più tempo di analizzare la storia. Bisogna agire immediatamente perché non si debba passare alla storia per uno scempio come la scomparsa del patrimonio della marionettistica siciliana». Una frase priva di ambiguità, in cui si condensa il pensiero di Lina Scalisi, autorevole cattedratica di storia della nostra Università, che così ha sintetizzato la riunione di urgenza che si è tenuta ieri sera all'Accademia di Belle arti (vi hanno partecipato Liliana Migro, in rappresentanza della stessa Accademia; Giuseppe Idonea, presidente Coordinamento Comuni Unesco di Sicilia; l'antropologo Alessandro Napoli, moderatore Daniele Lo Porto) per prospettare i problemi non più differibili della Marionettistica dei Fratelli Napoli i quali, nonostante gli impegni e le promesse da parte degli enti pubblici, si trovano nella dolorosa necessità di salvare in qualche modo il patrimonio dei pupi storici di cui sono attenti custodi. Se non fosse possibile a Catania (dove esiste un teatro retaggio storico insostituibile, appositamente costruito per gli spettacoli dei pupi) Fiorenzo Napoli, direttore artistico della omonima marionettistica, ha fatto dichiarazioni ulteriormente allarmate, sul piano umano oltre che professionale. «Ho dedicato praticamente tre quarti della mia vita alla marionettistica e ora mi trovo abbandonato: addirittura i nostri pupi, che costituiscono di per sé un notevole retaggio culturale e una testimonianza insostituibile della genuina arte siciliana, rischiano di infracidire perché nei locali dove abbiamo organizzato, in accordo con le autorità la nostra sede, piove dal soffitto e, continuando così le cose, nel giro di qualche stagione tutto sarà compromesso». In effetti, tra quelli che si sono dichiarati disponibili ad accogliere la marionettistica, oltre ad enti pubblici più o meno prossimi a Catania, ci sono degli imprenditori che ovviamente trarrebbero grande lustro dal salvataggio di un patrimonio tanto significativo nella storia culturale e nel presente del Mediterraneo. Purtroppo l'Italia abbonda di esempi di incuria pubblica e tutti sappiamo come stia deperendo il parco ARCHEOLOGICo pompeiano e di quale fine abbiano fatto certi patrimoni librari trascurati dalle pubbliche autorità del settore, e dunque dispersi peggio di quel che avvenne nell'alto Medio Evo. Abbiamo chiesto allo stesso Fiorenzo (che è un autore di gusto finissimo, degno continuatore di una nobile tradizione) di esporre alla pubblica opinione quali siano le richieste che concretamente avanza: in primo luogo il salvataggio del teatro dell'opera dei pupi proprietà della Provincia e in progressivo degrado. In secondo luogo un impegno, anche simbolico, da parte delle pubbliche amministrazioni perché i pupi, che sono parte della storia di Catania, continuino ad esserlo. Fiorenzo Napoli ha espresso riconoscenza per quanto nel passato è stato fatto a favore della marionettistica. Ma ora c'è di mezzo la pioggia e il ritardo anche di qualche mese può definitivamente compromettere capolavori autentici. 28102014