Valle dei templi. Una precisa normativa regolamenta l'utilizzazione dei soldi derivanti dai biglietti d'ingresso Dei fondi destinati al Comune di Agrigento derivanti dallo sbigliettamento della Valle dei Templi o dall'accesso alle strutture museali si è molto parlato, addirittura "favoleggiato", quasi questi potessero rappresentare una panacea per ogni male. Negli ultimi due anni, ad esempio, hanno rappresentato l'unica sorgente economica per garantire la Sagra del Mandorlo in Fiore e la stagione teatrale, ma c'è chi guarda a questi incassi anche per scongiurare l'imposta di soggiorno oppure per asfaltare le strade. In verità tutto è rigidamente regolato da leggi, e soprattutto, lo spazio di manovre è minore di quello che si crede. Partiamo dalla norma: l'articolo 7 della legge regionale 10 27 aprile 1999 (e successive modifiche) dispone che si debba versare "fino al 30 per cento" di quanto incassato ai comuni sul cui territorio ricadono le strutture e "che partecipano alla gestione con la fornitura di beni e servizi sulla base di apposite convenzioni" che vengono stipulati tra l'Ente (nel caso del Parco) o della Regione con l'Amministrazione comunale. Ad Agrigento, però, le cose sono un po' diverse. Il Comune, infatti, in sede del "defunto" Consiglio del Parco decise di "liberarsi" dall'impegno di garantire questa compartecipazione limitandosi da allora a percepire una somma intorno al 10 per cento da spendere principalmente per iniziative con finalità ritenute con finalità di promozione della Valle, del Centro storico ecc. Così, se vogliamo parlare di numeri, nel bilancio consuntivo 2012 del Parco ARCHEOLOGICo, a fronte di oltre 2 milioni e mezzo di euro incassati dall'area archeologica, solo 270mila sono andati al Comune. Facendo i conti, quindi, avrebbe dovuto incassare 750mila euro, ma avrebbe poi dovuto fare la propria "parte" ad esempio nelle spese di gestione della Valle (sempre nel 2012 circa 435mila euro per la vigilanza notturna, oltre 700mila euro di pulizia e manutenzione delle aree, 50mila euro di energia elettrica e 200mila euro per l'apertura serale). Il Comune, comunque, in passato ha partecipato alla spesa - usando il 20 per cento restante - per alcune opere, come il rifacimento di piazzale Hardcastle, il sottopasso di Porta V o, da ultimo, la manutenzione di via La Loggia, che è stata condotta dal Parco ma con le somme destinate al Comune. Diversa è la situazione del Museo archeolgico "Griffo" e della biblioteca museo "Pirandello": il 30 per cento viene destinato totalmente al Comune, perché entrambe le strutture non hanno un proprio bilancio. Sempre nel 2012 il museo ha dirottato al Municipio circa 35mila euro, mentre circa 8mila euro ha versato la Casa Natale. In cambio Palazzo San Domenico ha compartecipato alle iniziative di entrambi. Gioacchino Schicchi 26102014