Sequestrate circa cento villette per mezzo miliardo. Mafia e riciclaggio, affari con Vito Roberto Palazzolo. Il Tribunale di Trapani ha accolto la proposta della Dia di Palermo e Trapani e questa mattina sono scattati i sigilli. Dall'appoggio dei boss di Mazara del Vallo agli affari stretti con il finanziere Vito Roberto Palazzolo, una delle più importanti ed oscure figure dell'associazione Cosa Nostra arrestato in Thailandia nel marzo 2012, particolarmente vicino alla mafia corleonese di Riina e Provenzano. È questo il filo economico che lega Calcedonio Di Giovanni con la criminalità organizzata e che ha portato al sequestro di quasi mezzo miliardo di euro, tra cui un centinaio di villette del noto villaggio turistico Kartibubbo in provincia di Trapani. Il Tribunale di Trapani ha infatti accolto la proposta della Dia di Palermo e Trapani e questa mattina sono scattati i sigilli. Secondo gli inquirenti la scalata dell'imprenditore palermitano sarebbe stata "indissolubilmente intrecciata con i destini delle famiglie mafiose di Mazara del Vallo". E proprio nel villaggio turistico confluiscono gli interessi con Robert Von Palace Kolbatschenko (il nome falso con cui Palazzolo trascorreva la propria latitanza in Sud Africa, ndr). "Il villaggio Kartibubbo viene rilevato dal Di Giovanni si legge nel provvedimento del Tribunale presieduto da Piero Grillo da potere del Palazzolo, con un notevole investimento posto in essere in un momento in cui Di Giovanni era del tutto sfornito di redditi leciti". Sigilli a Kartibubbo Ma non sarebbero questi gli unici legami con gli ambienti malavitosi. Nel documento emergono anche affari con Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro, e in contatto con Pino Mandalari, il commercialista di Totò Riina. "L'esistenza di collegamenti fra mafia, massoneria e affari trasuda scrivono ancora da tutti gli atti di questo procedimento nella parte in cui viene in ballo il ruolo degli istituti di credito preposti al controllo dell'avanzamento dei lavori finanziati. Vennero erogate immense quantità di denaro in assenza totale di controlli e qualche volta con la chiara dimostrazione agli atti dell'assenza dei presupposti per continuare a finanziare l'opera". Secondo la Dia, Di Giovanni avrebbe cercato di mettere i suoi beni al riparo da provvedimenti patrimoniali antimafia e perciò avrebbe creato a giugno in Inghilterra la società "Titano real estate limited" che gestisce villaggi turistici e ha domicilio fiscale proprio a "Kartibubbo". Anche questa società è stata sequestrata assieme a varie altre, tra le quali "Compagnia immobiliare del Titano", Il Cormorano, Fimmco, "Campobello park corporation", "Immobiliare La Mantide", "Associazione orchidea club", "Selinunte country beach", alcune quote del "Selene residence" di Campobello di Mazara, della "Parco di Cusa vita e vacanze", e della "Dental house, Numidia srl". Nei mesi scorsi Di Giovanni aveva patteggiato una condanna per truffa con un'imputazione che si riferiva all'uso di finanziamenti pubblici erogati per la costruzione di villaggi turistici.