IL MERAVIGLIOSO Palazzo di Venezia in cui ha sede l'omonimo museo è stato costruito a partire dal 1455, quando il cardinale veneziano Pietro Barbo, papa con il nome di Paolo II, fu nominato titolare della basilica di San Marco. Durante il suo pontificato ampliò il palazzo costruendo tre saloni monumentali e il Viridarium, un giardino porticato situato all'angolo tra le attuali piazza San Marco e piazza Venezia. In diversi periodi successivi il palazzo fu utilizzato, oltre che come residenza papale, come ambasciata della Repubblica di Venezia, da cui il nome del palazzo. Dal 1797 passò in proprietà agli austriaci, e divenne sede dell'ambasciata austriaca, ma dal 1867 ambasciata di Austria-Ungheria, Nel 1909, nell'ambito della sistemazione di piazza Venezia, fu decisa la demolizione del Palazzetto, che, smontato dalla sua posizione all'angolo sudorientale del Palazzo, venne ricostruito addossandolo alla sua facciata meridionale, fra piazza San Marco e via degli Astalli. La ricostruzione del Palazzetto non fu fedele, perché ne fu regolarizzata la pianta trapezoidale e venne ridotto il numero delle arcate prospicienti il cortile interno. Dal 1916 passò allo Stato italiano, che il 26 ottobre vi inserì un museo, anche se il 16 settembre 1929 Mussolini lo profanò insediando sede del proprio quartiere generale nella sala del Mappamondo. Il museo, che pure conservò formalmente la sua denominazione ed il suo ordinamento, fu praticamente chiuso e divenne visitabile solo dietro autorizzazione degli organi di Pubblica Sicurezza. Palazzo Venezia ospita ora il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, punto di riferimento a livello mondiale per gli studi di archeologia e storia dell'arte, con entrata all'odierno numero civico 3 della piazza. Nel museo inizialmente confluirono gli oggetti provenienti dal disperso Museo Kircheriano, dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica nonché le collezioni raccolte a Castel Sant'Angelo per l'Esposizione Internazionale d'Arte del 1911. Nel 1921 si aggiunsero altre prestigiose raccolte d'arte: le armi del conte Carlo Calori; le porcellane e i dipinti del principe Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara; le medaglie di Paolo II dell'antiquario Scipione Bonfili; i dipinti medievali e rinascimentali del lascito di Enrichetta Hertz, passati dal 1978 alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo. Un successivo allestimento nel 1929 ebbe breve durata, poiché l'ingresso del regime fascista ne causò lo spostamento nell'Appartamento Cybo e nel Palazzetto. Nel 1933 confluì nel museo la cospicua collezione dei coniugi Henriette Tower e George Wurts, costituita da dipinti, pastelli su carta, sculture lignee, ceramiche, arazzi, ventagli, stoffe, mobili, argenti. Nel secondo dopoguerra il museo raggiunse l'estensione più ampia in seguito all'arrivo delle importanti collezioni di sculture in bronzo e terracotta Il nuovo percorso di 43 sale dislocato su tutto il piano nobile si è arricchito inoltre, nel 1957, di sculture di Gianlorenzo Bernini, maioliche, statue lignee, porcellane, bronzetti, terrecotte, mobili, armi. A partire dalla fine di questo mese di ottobre, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma ha organizzato un ciclo di visite guidate all'interno dei Saloni Monumentali del Museo del Palazzo di Venezia. L'appuntamento è previsto nelle seguenti date: domenica 26 ottobre, sabato 1 novembre, domenica 2 novembre, sabato 8 novembre, domenica 9 novembre alle ore 11.00, presso la biglietteria del Museo di Palazzo di Venezia, via del Plebiscito 118. Un appuntamento da non perdere per conoscere un pezzo della storia quattrocentesca nel cuore di Roma. Dallo scorso luglio l'ingresso al museo è gratuito la prima domenica di ogni mese.