NASCOSTA fra alberi e pietra si apre la porta del tempo. Oltre, lungo il corridoio angusto delle vecchie cantine dei Torlonia, le nicchie mostrano ancora il gabinetto, lo studiolo del Duce riallestito dall'associazione Sotterranei di Roma, il telefono, le brande per i bimbi simili a quelle originali. Ma soprattutto il sofisticato impianto di aerazione e filtraggio, in grado di garantire ossigeno a 15 persone per diverse ore. È qui che Mussolini fece attrezzare nel 1940 il primo rifugio antiaereo della sua residenza di Villa Torlonia, che dal 31 ottobre aprirà per la prima volta al pubblico (su prenotazione al 3473811874, al costo di 7 euro), in un percorso che recupera, dopo alcuni anni di chiusura, anche gli altri due bunker, costruiti successivamente sotto il Casino Nobile. Un progetto, frutto della collaborazione tra Comune, Sovrintendenza e l'associazione Sotterranei di Roma che, commenta il sindaco Ignazio Marino, «ci ricorda quanto sia importante coltivare la memoria di una delle pagine più buie della nostra storia ». Quel primo rifugio, sotto il laghetto del Fucino, non era però "a prova di bomba". E per questo Mussolini nel '41 ne volle un altro a cui accedere dal Casino Nobile. Ma l'intensificarsi dei bombardamenti spinse il Duce a far progettare un vero e proprio bunker, quello più celebre e idealmente ipertecnologico (con una copertura in cemento armato spessa 4 metri e pareti a forma di cilindro per attutire le onde d'urto delle bombe), cominciato nel '42. L'arresto di Mussolini, il 25 luglio del '43 arrivò però prima della fine dei lavori. Così rimase incompiuto. Ma a raccontarne la costruzione sono i documenti e le testimonianze con cui sono stati allestiti i corridoi del secondo rifugio. Testimonianze preziose che ripercorrono anche i bombardamenti su Roma e il progetto degli Alleati di uccidere Mussolini il 19 luglio del '43 bombardando contemporaneamente Palazzo Venezia e Villa Torlonia, annullato però in extremis da Churchill. Un pezzo di storia, insomma, come hanno sottolineato il sovrintendente Claudio Parisi Presicce e l'asses- sore alla Cultura Giovanna Marinelli, presenti all'inaugurazione insieme all'ex sindaco Walter Veltroni. L'iniziativa fa parte però «di un più ampio progetto per far conoscere a tutti una Roma meno nota». E il prossimo passo, ha annunciato Marinelli, sarà «la riapertura del bunker dei Savoia a Villa Ada»: «Quindici giorni fa abbiamo risolto i problemi di accatastamento, ora dobbiamo procedere con i restauri». E chissà che in futuro non diventi realtà anche l'idea lanciata ieri da Lorenzo Grassi: «Creare un museo dei sotterranei di Roma».