PERCHÉ se l'ex Tribunale è bene architettonico tra i più importanti della città, l'istituzione che ha rappresentato, gli eventi storici che lo hanno visto fondale non inerte e i personaggi d'elevato rango culturale che lo hanno frequentato, collocano il suo recupero nel novero delle iniziative di rilevanza nazionale. Recupero, non mero restauro, perché si tratta di restituire senso e vitalità a un intero quartiere, di riempire il vuoto funzionale creatosi con il trasferimento del Tribunale al centro direzionale, di legare più strettamente il monumento con il suo immediato contesto urbano, di restaurarlo infine con i criteri e le tecniche più aggiornati. Non secondario ma in primissimo piano, il tema della sua utilizzazione sulla quale non ci sono dubbi: il futuro di Castel Capuano dovrà avere forte continuità con il suo passato, esorcizzando un presente nel quale sembra prevalere l'abbandono e rifiutando usi non compatibili con la sua storia. Questa è la corretta impostazione teorica della programmazione. Poi, c'è la realtà che al momento può contare su tre sole cose concrete: la nascita della Fondazione Castel Capuano, un primo lotto di lavori in fase di redazione per 5 milioni di euro all'interno del Grande Progetto centro storico Unesco di Napoli e uno studio curato da Aldo Aveta per Elio de Rosa Editore, che si presenta domani a Castel Capuano alle 15.30. Tre tessere d'un mosaico il cui disegno complessivo è già tracciato perché la Fondazione, dopo un articolato dibattito interno, ha deciso che Castel Capuano debba divenire, o meglio tornare a essere con sensibilità nuova, la Cittadella della Cultura giuridica e della Legalità. Per parte sua, il libro entra nel merito del restauro e della valorizzazione del complesso monumentale delineando un masterplan di grande utilità per le scelte future. Si spera che anche il progetto in itinere, seppure nell'economia d'un primo lotto di lavori, assecondi la scelta della Fondazione e sia coerente con l'ampio respiro strategico del progetto-direttore. A questa ricerca hanno lavorato sessanta tra autori e collaboratori, per la maggior parte della Federico II, proponendo un repertorio di idee, criteri metodologici, ipotesi progettuali, rilievi, disegni, indagini. Senza dubbio, è lo studio più completo finora condotto sul monumento. Quanto alle funzioni che la Cittadella ospiterà, sono tutte comprese nei concetti di cultura giuridica e legalità. Progetto dunque molto ben congegnato ma non completo. Gli architetti e gli ingegneri hanno fatto la loro parte. La parola deve passare ora agli esperti di programmazione economica che devono studiare i modi e i mezzi perché tutto ciò sia finanziariamente sostenibile, ora per il restauro e soprattutto dopo per il funzionamento. Questo aspetto è il tallone d'Achille di molti progetti di riuso di edifici storici. In Italia, si restaura in modo generalmente ineccepibile perché siamo tra le culture più sensibili e attrezzate al mondo. Siamo contemporaneamente tra le più distratte sui temi della programmazione e gestione virtuosa del bene restaurato. Un esempio per tutti, l'ex convento di San Domenico. Ancora una volta, restauro ineccepibile, destinazione vaga, con ipotesi di musei della musica, biblioteche, archivi e altro. Discorso diverso per Castel Capuano che ha il masterplan redatto dall'Università Federico II e una struttura di governance, la Fondazione, ma già da ora si intravedono problemi all'orizzonte. Ammesso che nell'arco di qualche decennio si riescano a trovare i cinquanta milioni circa necessari per il restauro generale, chi garantirà i milioni annuali indispensabili per la gestione d'un monumento tanto vasto e complesso? Nessuna delle attività elencate è in grado di produrre reddito, in pratica saranno tutti costi. Occorre ragionare molto su questo versante. Quasi prevedendo il problema, la Fondazione ha scelto come presidente l'economista Massimo Marrelli. Avrà un compito non meno impegnativo del rettorato della Federico II che ha gestito per quattro anni.
NAPOLI - IL RECUPERO DI CASTEL CAPUANO E LO SCOGLIO DEL PIANO ECONOMICO
Il recupero del Tribunale di Napoli è considerato un'importante iniziativa nazionale. Il progetto prevede il restauro del complesso monumentale con criteri e tecniche aggiornate, la sua utilizzazione come Cittadella della Cultura giuridica e della Legalità e la creazione di una Fondazione per la sua gestione. Il libro "Castel Capuano: il progetto di restauro" del 2019 delineava un masterplan per il restauro e la valorizzazione del complesso. Tuttavia, il progetto è ancora in fase di discussione e ci sono dubbi sulla sua sostenibilità economica. La Fondazione ha scelto come presidente l'economista Massimo Marrelli, che avrà il compito di gestire il progetto e garantire la sua sostenibilità economica.
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